sabato 10 giugno 2017

Pubblicazione della nomina di Nunzio Apostolico in Libia

Sul Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede del 10 Giugno 2017 è stata ufficialmente pubblicata la nomina dell’Arcivescovo Alessandro D’Errico a Nunzio Apostolico in Libia.
Questa nomina si aggiunge alla precedente di Nunzio Apostolico a Malta ricevuta il 27 Aprile 2017.
In effetti la residenza a Malta del Rappresentante Pontificio, ovvero del Nunzio Apostolico, in Libia è stabilita da oltre un ventennio. Percui la duplice nomina è legata alla particolare situazione delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede ed il Governo Libico, che furono ufficialmente instaurate da Papa Giovanni Paolo II nel 1997 con con il breve Ad firmiores reddendas, dopo circa un trentennio di rappresentanza affidata ad un Delegato Apostolico residente ad Algeri.


La nomina ufficialmente conferita oggi da Papa Francesco all’Arcivescovo Alessandro D’Errico assume particolare significato nel contesto delle relazioni internazionali che si confrontano con le attuali problematiche geopolitiche ed umanitarie che riguardano il Mediterraneo. 


Quasi a sottolinearne l’importanza sono la visita che in questo stesso giorno Papa Francesco ha fatto al Quirinale e i contenuti del dialogo svolto con il Presidente Mattarella sul ruolo dell’Italia e della Chiesa in risposta alle problematiche del lavoro, della famiglia, dei giovani e dei migranti.



Per un approfondimento della nomina di S. E. Alessandro D’Errico vedi anche questi post sul blog.

Su Wikipedia si possono recuperare notizie importanti sulla Chiesa Cattolica e sulla storia delle Nunziatura Apostolica in Libia.


La notizia della nomina è stata anche subito rilanciata da diversi portali e notiziari in rete; tra questi quello di La Stampa (Vatican Insider), e quello dei Vescovi di Sicilia


mercoledì 17 maggio 2017

UDIENZA SANTO PADRE 15 MAGGIO 2017 - Le foto

Il 15 Maggio 2017 S. E. l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, recentemente nominato Nunzio Apostolico nella Repubblica di Malta, è stato in udienza da Papa Francesco. Nel post precedente abbiamo riportato e brevemente commentato la notizia divulgata dal Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede (vedi il post). Presentiamo ora la carrellata di 12 immagini dell'incontro con il Santo Padre riprese dall'Osservatore Romano e recuparate direttamente dal Nunzio Apostolico.
Una navigazione più approfondita tra le immagini dell'incontro può essere realizzata inoltre nella galleria delle 27 foto del Servizio Fotografico ufficialmente pubblicato dall'Osservatore Romano (Vedi questo link).






lunedì 15 maggio 2017

In Udienza da Papa Francesco

Il Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede del 15 maggio 2017 ha pubblicato la notizia riguardante il Santo Padre Francesco il quale ha ricevuto in udienza S. E. l'Arcivescovo Alessandro D'Errico.
Mons. D'Errico è stato il primo di una folta serie di Vescovi ricevuti dal Santo Padre, ed il suo incontro con Papa Francesco si è svolto per una quarantina di minuti.
La notizia assume una importanza rilevante per il percorso pastorale e diplomatico che l'Arcivescovo Alessandro D'Errico si accinge ad intraprendere come nuovo Nunzio Apostolico nella Repubblica di Malta, nella prospettiva di una impegnativa missione che lo vedrà come rappresentante del Papa in un luogo significativo nel contesto geopolitico del Mediterraneo.
Riporto la notizia come la si legge direttamente dal Bollettino:

Il Santo Padre Francesco ha ricevuto questa mattina in Udienza:

- S.E. Mons. Alessandro D’Errico, Arcivescovo tit. di Carini, Nunzio Apostolico a Malta



mercoledì 3 maggio 2017

Al 10° Raduno dei giovani cattolici a Vukovar

La domenica 30 Aprile 2017 a Vukovar è stata una giornata di preghiera, di canti e di laboratori, ecclesialmente vissuta da circa 30000 giovani insieme con le principali autorità religiose e civili, nel clima della memoria e della speranza ispirato dalla sacralità rappresentata dal luogo simbolo dell’indipendenza nazionale della Croazia (vedi questo link sul blog). Il tema dell’incontro è stato: “Cristo nostra speranza”.


La principale celebrazione eucaristica della giornata ha registrato la partecipazione di decine di Vescovi provenienti dalle diverse diocesi della Croazia e dalla Serbia, con l’omelia sulla fede e sulle problematiche generazionali tenuta da Mons. Duro Hranić Vescovo di Đakovo e Osijek.


S. E. l’Arcivescovo Alessandro D’Errico, Nunzio Apostolico, ha portato all’assemblea dei giovani la benedizione di Papa Francesco. Dal notiziario di Jutarnji LIST e della HRT (Radio Televisione Croata che pubblica anche due video sull'evento) ricaviamo la sintesi riportata del suo intervento tradotta ad sensum dal croato.

I giovani cattolici pervenuti al raduno hanno accolto, all'inizio della Messa, il Nunzio Apostolico in Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico. Egli ha trasmesso il messaggio benedicente di Papa Francesco ai giovani cattolici croati riuniti questa Domenica a Vukovar.
Nel dare lettura del messaggio di Papa Francesco, l’Arcivescovo Alessandro D’Errico ha detto:
Il Santo Padre ha accompagnato con la preghiera questa celebrazione ed estende i suoi migliori auguri ai vescovi e soprattutto a tutti i giovani, in occasione del 10° incontro della gioventù cattolica croata, in occasione del quale Papa Francesco esorta i giovani cattolici croati di diffondere nelle loro parrocchie il motto dell’ incontro "Cristo, nostra speranza".

Uno stralcio più ampio dell’intervento di Mons. D’errico lo leggiamo dal commento pubblicato da IKA, sempre nella traduzione ad sensum.

All'inizio della Messa, i giovani hanno ascoltato il Nunzio Apostolico D'Errico, che ha espresso gioia per la presenza a questo importante incontro nazionale della gioventù cattolica "in cui vediamo raccolti nella speranza la Chiesa di Dio in Croazia e in altri paesi". Ha ricordato che tre anni fa era in Dubrovnik, quando fu annunciato che il 10° Incontro della Gioventù Cattolica si sarebbe tenuto a Vukovar. "Ho partecipato con particolare emozione, perché questi anni del mio servizio in Croazia mi indicano cosa significa Vukovar, non solo per il passato, ma per il futuro, e per la Croazia. Sono contento che oggi posso partecipare a questo importante incontro, mi fa piacere che esso coincide con questi importanti giorni che vivo per la notizia che mi ha dato il Santo Padre inviandomi ad una nuova missione. Guardando a voi, miei cari giovani, dirò al Santo Padre che ho visto ancora di più: ho visto un orizzonte sorprendente per la Chiesa e per la Croazia e dirò al Santo Padre che porto bei ricordi di ciò che ho vissuto fino ad oggi in comunione con la Chiesa e con il popolo croato. Si tratta di una testimonianza che si aggiunge a molte di quelle testimonianze che ho potuto vivere e sperimentare negli ultimi anni", ha detto il Nunzio D'Errico. Egli ha sottolineato che il Santo Padre ha accompagnato con la preghiera questa celebrazione ed estende i suoi migliori auguri ai vescovi, e in particolare al Presidente della Conferenza dei Vescovi Croati, poi ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose, agli operatori pastorali e a tutti i partecipanti di questo incontro; e come un segno della sua speciale vicinanza ha voluto inviare il messaggio, che è stato letto dal segretario della Nunziatura Apostolica, mons. Blachowiak.

Nel messaggio a firma del Segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Pietro Parolin si sottolinea che "il successore di san Pietro vuole riferirsi al motto “Cristo, nostra speranza" (1 Tm, 1,1) per incoraggiare il desiderio di rispondere alla chiamata di Cristo Signore, che è un vero e proprio compagno e amico nel nostro cammino di vita, uno che non condanna mai, ma ama veramente ognuno di noi. Rimanere saldi nella fede e nella speranza nel mondo di oggi è un compito impegnativo, che porta con sé molti sforzi, ma esso riempie il cuore di gioia e di amore. E in questo tempo pasquale straordinariamente vale il pellegrinaggio, per incontrare il Cristo risorto che vi fa più felici e vi aiuta a realizzare la vostra vocazione cristiana che si sviluppa, cresce e scopre l'incontro con Dio e con il prossimo. Cari giovani, il Papa vi incoraggia ad aprire il vostro cuore a Dio che vi accompagna nel vostro cammino di vita e così fa cose meravigliose, che insegnano ciò che effettivamente vuole dire la speranza cristiana, in modo da poter testimoniare ovunque, ma in particolare nelle vostre comunità e città". Alla fine, nel messaggio richiede per i giovani la celeste intercessione della Beata Vergine Maria, dei santi protettori dei croati e di S. Giovanni Paolo II. Il Papa impartisce una speciale benedizione Apostolica, e chiede la preghiera per lui e per il suo servizio alla Chiesa universale.  


martedì 2 maggio 2017

L’opera del Nunzio Apostolico nei servizi di Vecernji List

E’ considerato tra i maggiori giornali della Croazia, ed ha dedicato all’opera del Nunzio Apostolico a Zagabria sempre una importante attenzione. Vecernji List ha colto in genere i risvolti laico-politici dell’opera dell’Arcivescovo Alessandro D’Errico, evidenziando le specificità del ruolo del rappresentante del Papa rispetto all’opera dell’episcopato croato e rimarcando il significato delle relazioni diplomatiche e del dialogo con le autorità politiche e culturali della Croazia.
La notizia della nomina di Mons. D’Errico a nuovo Nunzio Apostolico nella Repubblica di Malta, dopo gli anni della Nunziatura in Bosnia-Erzegovina e in Croazia, è stata accompagnata da commenti ed approfondimenti dai redattori del giornale che hanno voluto ripercorrere e sintetizzare per il pubblico i significati ed il particolare valore assunto del lavoro svolto da S. E. l’Arcivescovo Alessandro D’Errico.
Appena dopo l’ufficializzazione della nomina VL il 27 aprile 2017 ha dedicato al Nunzio un primo servizio a firma di Drazen Klaric, Darko Pavcic e Silvia Tomasevic. Ne leggiamo di seguito la traduzione ad sensum dal croato.

Il Papa ha nominato il Nunzio per un nuovo servizio a Malta

I vescovi croati saluteranno il Nunzio con una solenne celebrazione eucaristica nella Cattedrale di Zagabria il 26 giugno
In un periodo di cinque anni in Croazia il Nunzio è stato coinvolto nella nomina di sei nuovi vescovi voluti da Papa Francesco e nella creazione di televisione cattolica.
La Santa Sede ha annunciato ieri che l'ex nunzio in Croazia, mons. Alessandro D'Errico è inviato al nuovo servizio a Malta, che coprirà anche la Libia, e pone fine al suo mandato in Croazia, che è stato di cinque anni.
Ha contribuito al dialogo. Il Nunzio D'Errico ha informato i vescovi croati, che questa settimana a Zagabria sono impegnati nella sessione regolare di primavera, e per le sue attività in Croazia ha ringraziato il presidente della Conferenza episcopale croata, Mons. Zelimir Puljic, arcivescovo di Zara, il quale ha riassunto il suo mandato in tre punti. Il primo è il rinnovamento evangelico, ed il ringiovanimento dell'episcopato croato con la nomina dei vescovi di Đakovo, Krk, dell'Ordinariato militare, di Gospic e Sibenik e di Hvar, la cui pubblicazione dovrebbe essere in maggio o giugno, perché la procedura è stata completata e prevede solo la firma Papa Francesco. Ha considerato il mandato del Nunzio D'Errico nello spirito del pontificato di Papa Francesco, e cioè che i vescovi eletti esprimano la chiesa più vicina alla gente, che vanno verso la periferia e che sono aperti al dialogo. Mons. D'Errico, ha detto mons. Puljic, ha avuto in questi cinque anni molti contatti con le autorità nazionali, indipendentemente dalle loro posizioni politiche, e che sono stati importanti sia per la Croazia e per la Chiesa cattolica in Croazia, ed ha fortemente contribuito al dialogo ecumenico e interreligioso nella regione. In realtà, mons. D'Errico è venuto cinque anni fa a Zagabria, da Sarajevo, dove il suo dialogo interreligioso è stato di fondamentale importanza, come per il destino della Chiesa cattolica e dei croati in Bosnia-Erzegovina, e non si nasconde che anche negli anni di Zagabria in Croazia egli ha fortemente incoraggiato e sostenuto i croati e cattolici in Bosnia-Erzegovina, perché è uno degli interessi strategici del Vaticano.
Papa Francesco ora lo invia alla nuova "periferia nevralgica del cristianesimo", che è la Libia. Mentre i suoi colleghi stanno godendo la pensione, il diplomatico esperto D'Errico è pronto ad affrontare le nuove sfide e ad inizio maggio si incontrerà personalmente con Papa Francesco, che per lui ha una missione specifica. Non si sa di che tipo, ma tutto sarà più chiaro dopo il ritorno del papa dal recente viaggio in Egitto, e si sa che Papa Francesco ritiene questa zona importante per il lavoro umanitario e per la questione dei rifugiati che arrivano in Europa. Il Nunzio D'Errico in Croazia ha lasciato una forte impronta nello spirito della saggia diplomazia vaticana ed ha aperto una nuova attività nel capitolo della Chiesa nelle nostre aree.

I vescovi croati saranno insieme con lui in una solenne celebrazione eucaristica nella cattedrale di Zagabria il 26 giugno.
Qual è la vera immagine Nunzio? Papa Francesco ha detto che il compito del nunzio è quello di essere di supporto e scudo della Chiesa locale. Il Nunzio dovrebbe ascoltare prima di prendere una decisione, fare il primo passo per eliminare la tensione, promuovere la comprensione e la riconciliazione. Senza umiltà non c'è nessun servizio, niente frutta, e l'umiltà il Nunzio manifesta nell’amore per il paese e per la Chiesa che è chiamato a servire. Non bisogna attaccare coloro che non la pensano come noi, ma i nostri occhi devono avere uno sguardo ampio e profondo - ha detto Francesco, aggiungendo che dal Nunzio si richiede la volontà e la disponibilità a risiedere con la gente, e a dialogare con i vescovi, sacerdoti, pastori, con le istituzioni culturali e sociali, perché in queste occasioni crea le condizioni per ascoltare, imparare, conoscere i problemi. I Nunzi sono pastori che hanno a cuore il vero bene dell'uomo, dice Francesco. (Silvia Tomasevic).


Qualche giorno dopo, il 30 aprile 2017, VL ha dedicato un ulteriore approfondimento ai significati della nomina del Nunzio e al suo lavoro svolto negli anni precedenti. Questo approfondimento, a firma di Zoran Kresic è stato poi tradotto dal croato e postato il primo maggio sul profilo di FB dell’Arcivescovo D’Errico da Antonio Anatriello, suo amico dai tempi degli studi al Seminario minore di Aversa e degli studi alla Facoltà Teologica ‘San Luigi’ dei Gesuiti di Napoli.

Di seguito lo proponiamo in questa versione postata sul social.
Antonio Anatriello
OMAGGIO DEL MAGGIORE GIORNALE DI CROAZIA AL NUNZIO APOSTOLICO SANDRO D’ERRICO
Zoran Kršić (https://m.vecernji.hr) 30 04 2017
(segue in coda ARTICOLO IN CROATO, apparso sul diario del Nunzio, di cui ho ritenuto utile chiedere la traduzione in italiano qui pubblicata).

LO HANNO ASCOLTATO ANCHE QUELLI CHE NON ERANO D'ACCORDO CON LUI. HA UNITO I POPOLI E GLI STATI, HA MIGLIORATO I RAPPORTI TRA LA CHIESA E LE COMUNITÀ RELIGIOSE.
DOPO UNA MISSIONE DI UNDICI ANNI TRA I CROATI CATTOLICI IN CROAZIA E IN BOSNIA ED ERZEGOVINA, IL NUNZIO APOSTOLICO PARTE PER MALTA.

La fine di una missione di Ambasciatore, a meno che non sia un atto di espulsione dal Paese, si nota come una semplice notizia.
Ma la partenza annunciata dell'Arcivescovo Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico, pochi ha lascato senza commento, sopratutto per i frutti del suo lavoro di undici anni tra i Croati cattolici in Croazia e in Bosnia ed Erzegovina, per la sua vicinanza a tutti gli uomini, Sacerdoti, Vescovi; e nello stesso tempo egli è stato incluso in numerosi progetti concreti.
RINNOVAMENTO DELLA CHIESA
"Quando sono venuto qui, davanti agli occhi, ho avuto chiari tre ruoli del Rappresentante Pontificio il quale, prima di tutto, deve far progredire i buoni rapporti tra la Chiesa locale e la Santa Sede.
L’Arcivescovo Puljić ha parlato del rinnovo che ho tentato di eseguire, prima di tutto, nel servizio della Chiesa in Croazia, particolarmente per quanto riguardava la nomina dei Vescovi che abbiamo creato negli ultimi anni.
Secondo, mi sono sforzato sempre di mantenere vivi i ponti, le buone strade, i buoni rapporti con le Autorità locali, sia sul livello statale, sia sul livello delle città e delle contee.
Terzo, ho tentato di mantenere e di avanzare le buone relazioni ecumeniche e un buon dialogo interreligioso sia con la Chiesa Ortodossa, sia con la Comunità islamica, sia con altre Confessioni religiose in Croazia" - ha riassunto il Rappresentante Pontificio la sua missione di cinque anni.
Sebbene ci sono state anche delle incomprensioni, persino anche delle tensioni nei rapporti con la Santa Sede dopo la complicazione del caso di Dajla, il Portavoce del Papa (questo è il significato della parola "Nunzio" tradotta dall'italiano), parte dopo aver avuto un ruolo essenziale nel rinnovamento evangelico, nella nomina di sei nuovi Vescovi in Croazia e due in Bosnia ed Erzegovina, la firma dell'Accordo fondamentale tra la Santa Sede e la Bosnia ed Erzegovina, poi il Montenegro, nonché la messa in piedi della TV Laudato.
Il Corpo dei Vescovi è stato ringiovanito a Đakovo, a Krk, nell’ Ordinariato Militare, a Gospić, a Šibenik e a Hvar, e in Bosnia ed Erzegovina prima è stato nominato il primo Ordinario Militare e poi, come Vescovo Ausiliare, è stato nominato Vescovo Ausiliare di Banja Luka il primo francescano dopo 64 anni. La missione di questo Pastore è stata sempre caratterizzata dalla vicinanza alla gente, dal dialogo promosso come il valore cruciale per il futuro.

Il Ministro degli Affari Esteri ed Europei sottolinea che la Croazia in lui ha avuto un amico e che il suo ruolo, per la Bosnia ed Erzegovina, è molto importante. "Abbiamo collaborato molto bene con il Nunzio D'Errico, in modo particolare si è impegnato affinché la Santa Sede dia l'appoggio alla politica che incoraggia tutte le riforme in Bosnia ed Erzegovina, che favoriscono la sua strada europea per essere uno Stato di tre popoli sostitutivi e che così anche il popolo croato abbia gli stessi diritti", ha detto Stier.
Il Diplomatico del Vaticano, acuto e perseverante, lo hanno ascoltato tanti, sebbene all'inizio dei colloqui non andavano d'accorso con lui. Non ha avuto dei problemi nelle comunicazioni con gli interlocutori, sia che siano stati i rappresentanti dello Stato o del popolo, delle altre confessioni religiose o dei partiti politici. Ha ricevuto un riconoscimento proprio per la promozione del dialogo interreligioso. Questo era evidente particolarmente in Bosnia ed Erzegovina nel collegare i rappresentanti della Chiesa Cattolica, della Chiesa Ortodossa e della Comunità musulmana.

CON UN OCCHIO SEMPRE IN BOSNIA ED ERZEGOVINA
Il risultato rilevante del suo lavoro in Bosnia ed Erzegovina è arrivato già all'inizio della missione quando è riuscito ad assicurare la firma dell’Accordo di Base tra la Santa Sede e la Bosnia ed Erzegovina e poi quello sull'erezione dell’ Ordinariato Militare.
In questo Paese ha avuto un grande ruolo nel sanare la ferita della cosiddetta “questione erzegovinese”, i problemi che si sono creati dopo la divisione delle parrocchie tra i sacerdoti diocesani e i francescani, e il suo influsso è stato riconosciuto anche nelle decisioni che riguardano Međugorje.

Oltre il ruolo spirituale ed ecclesiale, in Bosnia ed Erzegovina ha avuto un notevole ruolo come mediatore tra i politici e tra i popoli che erano divisi e in litigio tra di loro. Su questa dimensione ha parlato anche il Cardinale Vinko Puljić, Arcivescovo di Vrhbosna-Sarajevo, al quale egli era molto vicino.

È veramente una cosa grande che egli non solo ha capito i problemi che impedivano lo stabilimento della vera pace, ma non ha mai tralasciato l'occasione per evidenziare i problemi in questa Terra, impegnandosi affinché tutti abbiano gli stessi diritti in questi territori. Apertamente sottolineava che senza presenza e senza uguaglianza nei diritti dei Croati, non ci sarà nemmeno l'uguaglianza dei diritti dei cattolici", ha detto il Cardinale Puljić.
Sebbene stava a Zagabria, con un occhio sempre guardava alla Bosnia ed Erzegovina, invitando i Vescovi alla stretta unione.
Dopo la "problematica" Bosnia ed Erzegovina e la Croazia turbolenta, il Nunzio D'Errico continua la sua missione a Malta e in Libia, da cui verso l'Europa partono magliaia di migranti.
Questa è la continuazione delle "speciali" attività delle quali gli parlerà personalmente il Papa Francesco nell'udienza che gli sarà concessa nel corso del prossimo mese di maggio, che per questo sacerdote di Frattamaggiore, carismatico e cordiale, sono già un'abitudine.


domenica 30 aprile 2017

Mons. D’Errico a Radio Vaticana sul ruolo del Nunzio Apostolico

LArcivescovo Alessandro D’Errico è stato intervistato da Radio Vaticana per una dichiarazione sulla nomina da lui ricevuta da Papa Francesco a nuovo Nunzio Apostolico nella Repubblica di Malta. Per questo compito egli lascia la sede attuale della Nunziatura di Zagabria, dove ha operato per 5 anni. Egli ha ricordato gli anni trascorsi al servizio della Santa Sede ed ha indicato gli orientamenti della sua nuova missione ecclesiale come rappresentante del Santo Padre a Malta.
Riportiamo per intero l’intervista che è leggibile in italiano sul portale di Radio Vaticana, ove si può anche ascoltare il file audio con la viva voce del Nunzio Apostolico.

Ieri Papa Francesco ha nominato nuovo nunzio apostolico a Malta mons. Alessandro D’Errico. Napoletano, 66 anni, mons. D'Errico lascia la Croazia, dove guidava la nunziatura dal 2012. Ascoltiamo il presule al microfono di padre Siniša Štambuk, responsabile del Programma croato della nostra emittente:

R. – Vorrei dire che un po’ mi dispiace, ovviamente, lasciare la Croazia: sono stato qui cinque anni e prima ho fatto altri sei anni e mezzo in Bosnia Erzegovina … Quindi, credo di poter dire di essere al servizio del popolo croato da 11 anni abbondanti; però devo dire anche che sono molto grato al Santo Padre Francesco per aver pensato a me per questa nuova missione di grande importanza nel contesto internazionale attuale, per il ruolo che il Mediterraneo svolge nello scenario mondiale. Io, ovviamente, sono molto grato a tutti gli amici che ho incontrato durante questi 11 anni di servizio al popolo croato e sono molto grato alle autorità, ai vescovi, ai sacerdoti, ai religiosi e ai tanti bravi laici che ho visto. Parto con un gran ricordo di quello che ho potuto sperimentare qui, in questi anni. Per quel che riguarda specificamente la Croazia ho già detto ai superiori che veramente rendo grazie a Dio per questa esperienza che ho fatto, perché qui ho trovato una Chiesa solida, di grandi tradizioni, di fede, di cultura …

D. – Che cosa le piacerebbe che i croati ricordassero di lei e della sua missione? Quale visione del Papa lei ha voluto portare qui, in Croazia?

R. – Io sono venuto qui avendo ben chiari i tre ruoli di un rappresentante pontificio che innanzitutto deve favorire buone relazioni con la Chiesa locale – tra la Chiesa locale e la Santa Sede; l’arcivescovo Puljić ha parlato del rinnovamento che ho cercato di realizzare al servizio della Chiesa in Croazia, specialmente per le nomine dei vescovi che abbiamo realizzato durante questi anni e, secondo, ho cercato di tenere sempre aperti buoni ponti, buone strade, buone relazioni con le autorità locali sia a livello centrale sia a livello di municipi e contee. Terzo, ho cercato di mantenere e favorire buone relazioni ecumeniche e di dialogo interreligioso sia con la Chiesa ortodossa sia con l’islam sia con le altre denominazioni religiose presenti in Croazia. Per quanto riguarda Papa Francesco, vediamo tutta la trasformazione, tutto il rinnovamento che egli sta producendo a livello di Chiesa universale, nel suo desiderio, con la sua testimonianza, di un ritorno alle origini del Vangelo e della Parola di Gesù. Quello che mi impressiona di Papa Francesco è la coerenza con cui porta avanti un programma. Io dico sempre che a volte ho l’impressione che non abbiamo di Papa Francesco un’idea adeguata perché i media ci danno quasi l’impressione di un bravo nonno che accarezza, che sorride … Io penso che Papa Francesco, a parte questo – è anche questo – abbia chiaro un programma di Chiesa che vuole realizzare, un po’ per volta, che è il programma della “Evangelii gaudium”, e cioè di una Chiesa che sia fedele all’ultima parola di Gesù: “Andate. Andate e portate la buona novella a tutti i popoli”. Dunque, una Chiesa che si pone sempre in movimento, che non si accontenta di ciò che ha ereditato dal passato; una Chiesa che esce, che va incontro. E lui dice: “Verso le periferie”: verso le periferie, intende in senso materiale, in senso morale … Non si tratta soltanto di dire: facciamo tanto a livello di Caritas e di assistenze varie attraverso le nostre organizzazioni umanitarie; per Papa Francesco è importante andare avanti, anche verso le periferie esistenziali, cioè quelli che sono lontani da noi, quelli che venivano e non vengono più … Non possiamo andare avanti da soli, dobbiamo porci in ascolto e in dialogo con tutte le istanze, con tutte le speranze, a volte anche con tutte le sfide che ci vengono da questo mondo che ci circonda e che qualche volta può non essere pienamente in sintonia con i nostri criteri; ma dobbiamo sempre renderci disponibili a questo confronto che porterà senz’altro buoni frutti a tutti i livelli.


Il Nunzio Apostolico e l’attesa dei Vescovi di Malta

Una breve navigazione sul portale della Arcidiocesi di Malta, all’indomani della nomina di S. E. Alessandro D’Errico a Nunzio Apostolico nella Repubblica di Malta, ha consentito di rilevare l’importanza della notizia che è stata immediatamente diffusa dalla Conferenza Episcopale Maltese.
Wikipedia ha subito integrato la cronotassi dei Nunzi Apostolici a Malta con l’aggiunta del nome di Mons. D’Errico; mentre il portale della sede metropolita di Malta ha riportato la foto del Nunzio con Papa Francesco, insieme con le notizie biografiche e la descrizione dei compiti pastorali e diplomatici del Nunzio Apostolico.


Leggiamo la notizia tradotta dal maltese, lingua ufficiale dell’isola insieme all’inglese:

Oggi, Giovedi 27 aprile 2017, il Santo Padre Francesco ha nominato Sua Eccellenza Monsignor Alessandro D'Errico, Arcivescovo titolare di Carini e attualmente Nunzio Apostolico in Croazia, come il nuovo Nunzio Apostolico a Malta.
SE Mons. Alessandro D'Errico è nato a Frattamaggiore, Napoli, Italia, il 18 Novembre 1950.
È stato ordinato sacerdote il 24 marzo 1974 ed è stato incardinato nella Diocesi di Aversa.
Ha conseguito un dottorato in filosofia.
Ha studiato presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica a Roma ed entra in carriera diplomatica della Santa Sede il 5 marzo 1977. Ha servito nella Nunziatura Apostolica in Thailandia, Brasile e Grecia. Ha servito all'interno della Prefettura della Casa Pontificia e poi nelle Rappresentanze Pontificie in Italia e in Polonia.
Il 14 novembre 1998 è stato nominato Arcivescovo titolare di Carini e Nunzio Apostolico in Pakistan.
Il 21 novembre 2005 è stato nominato Nunzio Apostolico in Bosnia-Erzegovina.
Il 17 febbraio 2010 è stato nominato Nunzio Apostolico in Montenegro.
Il 21maggio 2012 è stato nominato Nunzio Apostolico in Croazia.
Come il Nunzio Apostolico a Malta, l'arcivescovo D'Errico rappresenterà il Santo Padre e la Santa Sede sia per quanto riguarda la Chiesa cattolica in Malta e Gozo, nonché le Autorità civili. Egli sarà anche il Decano del Corpo Diplomatico accreditato presso la Repubblica di Malta.
E' dovere del rappresentante pontificio a rafforzare i legami di comunione tra la Sede Apostolica e della Chiesa cattolica presente nel paese in cui è inviato. Per questo motivo, è responsabilità del Nunzio Apostolico assistere i vescovi di Malta e Gozo nello svolgimento del loro ruolo pastorale. Allo stesso tempo, il Nunzio sarà promuovere e facilitare le relazioni tra il governo di Malta e la Santa Sede

Sullo stesso portale si legge anche la dichiarazione ufficiale dei Vescovi di Malta e Gozo che così esprimono gli auspici per la nomina del nuovo Nunzio Apostolico nella Repubblica di Malta:

L'arcivescovo Charles J. Scicluna e il Vescovo Mario Grech accolgono la nomina di Papa Francesco di Sua Eccellenza l'Arcivescovo Alessandro D'Errico come nuovo Nunzio Apostolico a Malta.
I Vescovi promettono all’Arcivescovo D'Errico le loro preghiere e quelle dei fedeli cattolici di Malta e Gozo.
L’Arcivescovo Scicluna e il Vescovo Grech desiderano ringraziare Sua Eccellenza l'Arcivescovo Mario Roberto Cassari, Nunzio Apostolico, che nel frattempo è andato in pensione.