venerdì 18 dicembre 2015

In udienza nel giorno del 79° compleanno di Papa Francesco

17 Dicembre 2015. E' il giorno del 79° compleanno di Papa Francesco nato nel 1936.
Dal Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede si apprende che nella mattinata, dopo la Santa Messa in Santa Marta, il Santo Padre ha ricevuto in udienza nel Palazzo Apostolico, in momenti successivi, alcuni Ambasciatori per la presentazione delle credenziali diplomatiche, alcuni Prelati impegnati nella rappresentanza della Santa Sede e i Ragazzi dell'Azione Cattolica Italiana.
S. E. l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico in Croazia, ha così incontrato il Santo Padre che lo ha trattenuto in un cordiale e fraterno colloquio che si è svolto in riferimento al magistero pastorale attuato dal Pontefice per la Chiesa nel mondo e alla complessa situazione geopolitica ed internazionale che impegna oggi la Diplomazia Vaticana.
Mons. D'Errico si è recato dal Papa dopo aver trascorso una decina di giorni al paese natio e prima di ritornare a Zagabria per il Natale. A Frattamaggiore egli ha partecipato alle celebrazioni di Avvento nella Basilica Pontificia di San Sossio e nella Chiesa Parrocchiale di Maria SS.ma del Carmine; ha presieduto la celebrazione della solennità dell'Immacolata nella Chiesa Parrocchiale dedicata a Maria SS.ma Assunta in Cielo.

I link che seguono rimandano: al portale del Bollettino della Santa Sede con la segnalazione delle udienze del 17 dicembre 2015, al portale del Servizio Fotografico del Vaticano che riporta una folta galleria di immagini relative all'incontro del Papa con Mons. D'Errico, e a due servizi di giornali che commentano la notizia dell'udienza del Papa nel giorno del suo compleanno.



martedì 8 dicembre 2015

Recenti impegni ecclesiali del Nunzio a Zagabria

La Conferenza dei Superiori e Religiosi
Mons. D'Errico ha partecipato alla 47.a Conferenza Croata dei Superiori Religiosi che si è tenuta nei giorni 26 e 27 ottobre 2015 nel Convento dei Domenicani a Zagabria. Il giorno 27 ottobre, accompagnato da p.Ivica Hadas s.j, suo interprete croato, il Nunzio Apostolico è direttamente intervenuto sul tema del “Vangelo, profezia e speranza” che ha caratterizzato la riflessione della Conferenza sulla Vita Consacrata. In forma dialogale Mons. D'Errico ha risposto alle domande rivoltegli dai religiosi presenti provenienti da tutta la Croazia. Dal portale Laudato si possono recuperare i tratti fondamentali del suo intervento, tradotto e sintetizzato ad sensum dal croato:

Come rappresentante del Santo Padre il Nunzio ha sottolineato che è importante ascoltare i problemi delle persone che hanno chiesto di parlare e ha chiesto ai monaci e alle monache di trasmettere le sue osservazioni nelle loro comunità.
Commentando il pontificato di Papa Francesco e i venti nuovi e diversi che soffiano nel mondo e in Croazia dal momento in cui lo Spirito Santo ha posto Papa Francesco a guidare la Chiesa, il Nunzio ha osservato che spesso gli si rivolge la domanda: "Cosa ne pensa di questo Papa, della sua azione per la Chiesa e per la Chiesa in Croazia?" Egli ha detto che una risposta è pronta per la Chiesa in Croazia, nota per la sua fedeltà e storicamente molto legata alla Santa Sede, e è sicuro che la Chiesa in Croazia cammina con Papa Francesco che è Pietro dei nostri giorni. Ha notato che tutti abbiamo sentito diversi commenti su Papa Francesco in Croazia e in altri paesi, le osservazioni generali e in particolare nel contesto del Sinodo sulla famiglia. Così, si legge che il Papa dell'America Latina forse considera la realtà croata che è interessata solo alla politica. Il Nunzio ha garantito che la politica è l'ultima cosa di cui Papa Francesco si interessa. Egli è veramente un pastore che porta la Parola di Dio.

Ma si deve ammettere che il Vangelo trova spesso difficoltà di essere accolto in situazioni che non permettono di manifestare la freschezza del Vangelo. Il Papa come pastore cerca di agire nella prospettiva della nuova evangelizzazione come ha proposto nell'enciclica "Evangelii Gaudium". Egli crede che sarà più facile seguire il percorso di Papa Francesco, se conosciamo la prospettiva dell'Enciclica "La gioia del Vangelo".Il Nunzio ha detto perciò: "Vi invito a studiare questo documento, lo consiglio alle vostre comunità, per diffondere le sue idee e prospettive per vivere meglio la vita consacrata. Al centro del documento c'è l'invito del Papa: 'Andate', che sono le ultime parole di Gesù. La chiesa ha bisogno di essere in movimento, la Chiesa in uscita va a incontrare gli altri ed è ricca di iniziative materiali e spirituali. Ha poi rimarcato che la Chiesa in Croazia, i monaci e le monache sono con i poveri e i lontani e questa è la natura del loro carisma e ciò favorisce la loro risposta alla chiamata di Papa Francesco. Ed ha fatto riferimento alle recenti discussioni circa la canonizzazione del beato. Alojzije Stepinac, spiegando il punto di vista dei membri della Conferenza e della Santa Sede su questo tema, così come tutti gli sforzi che sono state intraprese a tale riguardo. Ha sottolineato che Papa Francesco parla da una prospettiva universale, e riferendosi all'evangelizzazione delle periferie opera una rivoluzione per tutta la nostra formazione e dell'istruzione, per una cultura del dialogo, piuttosto che per la chiusura della cultura. Il Nunzio ha osservato che è importante diventare poveri in spirito. Non realizzare ciò che il Santo Padre vuole fare è arroganza. Bisogna essere piccoli come bambini, sbarazzarsi delle nostre false sicurezze per poter accettare la prospettiva che il Papa, come il sommo sacerdote, con molta attenzione suggerisce. E' salutare per tutta la Chiesa, è salutare per la Chiesa in Croazia, per le famiglie religiose che camminano insieme per la nuova evangelizzazione.

Colloquio Accademico sul Beato cardinale Stepinac
Mercoledì 4 novembre 2015 dalle 17.00 alle 19,30 nella Sala dei Congressi della Facoltà di Economia della Università di Zagabria si è tenuto il Colloquio Accademico sul tema: “Il Beato Alojzije Stepinac - modello cattolico per l'umanità” organizzato dalla Facoltà Teologica Cattolica di Zagabria.
L'evento di grande significato culturale ed ecclesiale ha richiamato la partecipazione di una folta platea e di numerose autorità in campo accademico, civile e religioso.
Il discorso introduttivo è stato tenuto dal Cardinale Bozanic, Arcivescovo di Zagabria e Gran Cancelliere della Facoltà Teologica Cattolica, e vari interventi di accademici si sono susseguiti per definire i tratti della figura religiosa e storica del Beato Stepinac le cui spoglie, che riposano nella Cattedrale di Zagabria, sono meta di pellegrinaggi continui da parte di giovani, di religiosi e delle popolazioni della Croazia.
Il programma del Colloquio Accademico, a cui ha partecipato anche il Nunzio Apostolico in Croazia, S. E. l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, è stato descritto con una bella brochure scaricabile dal portale della Facoltà Teologica che ha organizzato la serata.

51.a Sessione Plenaria della Conferenza Episcopale Croata
Nei giorni dal 10 al 12 Novembre 2015 si è tenuta la Sessione Plenaria della Conferenza dei Vescovi della Croazia nella sede propria di Zagabria, ubicata nel quartiere della Capitale ove si ritrova anche la Sede della Nunziatura Apostolica.
Ai lavori della Conferenza hanno partecipato anche il Nunzio Mons. Alessandro D'Errico, alcuni Prelati invitati ed il Vescovo delegato della Conferenza Episcopale della Bosnia-Erzegovina.

I temi pastorali trattati dai Vescovi della Croazia, riuniti con la Presidenza di Mons. Zelimir Pulic, hanno riguardato Il Sinodo sulla famiglia, la canonizzazione del Beato Alojzije Stepinac, le celebrazioni giubilari dell'Anno della Misericordia, il Motu proprio sulla riforma dei procedimenti canonici relativi al contenzioso per la dichiarazione di nullità del matrimonio, l'attività della Caritas croata, il regolamento della Conferenza Episcopale ed altre varie questioni. Sul portale della Conferenza si possono leggere i dettagli con l'ausilio della traduzione automatica.

mercoledì 11 novembre 2015

Le numerose ed intense attività ecclesiali e diplomatiche di ottobre

Un mese iniziato con la pubblicazione e i commenti delle dichiarazioni del Nunzio Apostolico in Croazia riguardanti la canonizzazione del beato Aloisio Stepinac e la formazione di una Commissione mista proposta dal Santo Padre (vedi questo post).
Poi una folta serie di impegni e di presenze connessi ad importanti e significativi eventi ecclesiali e culturali. Ne vediamo la sequenza ricavata dalla lettura delle agenzie e dei portali che li hanno pubblicati.

Festa di San Francesco con i Cappuccini
Domenica 4 ottobre, festa di San Francesco, Mons. D'Errico ha presieduto la S. Messa nella parrocchia di San Leopoldo Mandic, sede della Provincia cappuccina croata. L'Eucaristia serale è stata concelebrata dal Provinciale dei Cappuccini padre Jure Sarcevic e da diversi altri sacerdoti e religiosi. Nella sua omelia il Nunzio ha parlato del significato dell'opera di S. Francesco, ha ricordato i momenti salienti della sua vita ed ha parlato di Papa Francesco che si è ispirato al messaggio di Santo. Il Papa gesuita ha voluto che tutta la sua attività e lo stesso stile della Chiesa e della Nuova Evangelizzazione fossero ispirati al modello di San Francesco. La celebrazione eucaristica è stata animata musicalmente dal coro della parrocchia con la direzione di Francesco Kuss.
Dopo la S. Messa il Provinciale Šarčević a nome dei Padri Cappuccini ha donato al Nunzio D'Errico la statua di San Leopoldo Bogdan Mandic, opera dello scultore Tomislav Kršnjavog. Essendo S. Leopoldo apostolo della misericordia attraverso il sacramento della confessione, Sarcevic si è detto felice di offrire l'opera d'arte in occasione dell'Anno della Misericordia dichiarato da Papa Francesco, sicuro della protezione del Santo.

Celebrazione per l'inizio dell'Anno Accademico della Facoltà di Filosofia dei Padri Gesuiti di Zagabria.
In occasione dell'inizio del nuovo anno accademico presso la Facoltà di Filosofia della Compagnia di Gesù a Zagabria il 5 ottobre Mons. D'Errico ha celebrato la S. Messa nella chiesa parrocchiale del Cuore Immacolato di Maria.
Nel suo discorso agli studenti e agli insegnanti mons. D'Errico ha sottolineato l'importanza della celebrazione nella comunità accademica. Ha illustrato il punto di vista della Chiesa ed ha fatto riferimento alla Evangelii Gaudium di Papa Francesco. Ha poi esortato al carisma gesuita dell'insegnamento e allo studio nella prospettiva del servizio alla comunità ecclesiale.
E' poi intervenuto il professore Dott. Ivan Antunovic, che ha inquadrato il collegamento degli studi filosofici e teologici con la Pontificia Università Gregoriana, ed ha indicato i riferimenti della costituzione apostolica di Giovanni Paolo II "Ex corde Ecclesiae" all'Università Cattolica.
Dopo la celebrazione eucaristica il Nunzio D'Errico ha tenuto un colloquio cordiale con gli studenti, ed è stato poi ospite a pranzo presso il Collegio dei Gesuiti in Jordanovac.

Pellegrinaggio della Bosnia-Erzegovina a Marija Bistrica
Sabato 10 ottobre si è tenuto il decimo pellegrinaggio dei cattolici dalla diocesi di Banja Luka al santuario nazionale croato di Marija Bistrica. La S. Messa del mattino è stata presieduta dall'Arcivescovo Cardinale Vinko Puljic e concelebrata dal nunzio apostolico in Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, dal vescovo ausiliare di Banja Luka Marko Semren, da oltre 40 sacerdoti della Bosnia-Erzegovina e della Croazia e con circa 15 mila pellegrini. Tutti sono stati accolti da mons. Zlatko Koren rettore del santuario.
Il cardinale Puljic ha detto che nella sua vita sono stati particolarmente importanti tre pellegrinaggi al santuario: il primo ha avuto luogo in occasione del Congresso mariano; il secondo nel 1984 in occasione del Congresso Eucaristico; ed il terzo è stato in occasione della beatificazione del cardinale Alojzije Stepinac."Erano grandi eventi per l'intera nazione cattolica croata" ha detto Puljic. Nella sua omelia ha fatto riferimento al Sinodo dei Vescovi sulla famiglia e ha esortato i fedeli a pregare per i suoi risultati positivi e fruttuosi. Ha esortato i credenti ad essere aperti alla vita, a lottare per la famiglia e i valori cristiani, per la corretta educazione. Al termine dell'omelia il cardinale Puljic ha invitato il popolo pellegrino a rivolgere la sincera preghiera a Maria Madre di Dio.
Dopo la S. Messa, con la guida del vescovo Semrem si è svolta la Via Crucis al Calvario di Bistrica. Al pellegrinaggio hanno partecipato numerosi fedeli dalla missione cattolica croata in Austria.

Celebrazione al Carmelo di Bistrica per la fine dell'anno giubilare in onore di Santa Teresa D'Avila.

Il 15 ottobre Mons. D'Errico ha presieduto la S. Messa in onore di Santa Teresa d'Avila, della quale si celebra il compimento dell'anno giubilare 500° della nascita. Hanno concelebrato il carmelitano p. Vinko Mamic, p. Ivica Hadas s.j. segretario del Nunzio, otto sacerdoti dell'arcidiaconia di Zagorski-Zagabria e due seminaristi che hanno servito all'altare.

Durante l'accoglienza i carmelitani hanno espresso gioia per la presenza del rappresentante del Papa ed hanno voluto ricordare come il Beato. Alojzije Stepinac sia stato promotore della vocazione carmelitana in Croazia.
Nel suo discorso il Nunzio ha sottolineato alcuni punti del messaggio di Teresa d'Avila. Era persona provvidenziale per il suo tempo e il suo messaggio resta attuale. Era dotata di straordinarie capacità spirituali ed umane. Viveva in un momento molto delicato e difficile per la vita della chiesa, nel periodo della Riforma e del Concilio di Trento della ricostruzione della Chiesa.
Nella Chiesa di allora molti che hanno vissuto vite scandalose. In quel tempo lo Spirito Santo ha ispirato la missione di restaurare e di riportare la freschezza evangelica della Chiesa. La missione speciale di Santa Teresa d'Avila ha riguardato la vita religiosa e la Chiesa universale.
Succede come oggi con Papa Francesco che è chiamato dalla Spirito a rinnovare il ruolo della Chiesa. Sia in Teresa e sia nel Papa si ritrovano alcuni punti fondamentali per la nuova visione della Chiesa. E 'tempo di andare, andare, nella prospettiva comune di Teresa e del Papa.
Il Papa ha ricordato nella sua lettera al vescovo di Avila, città natale di Teresa, in occasione del giubileo del 500 ° anniversario della sua nascita, le quattro dimensioni della sua spiritualità: la gioia, la preghiera, la fratellanza e l'accettazione del suo tempo. Teresa parla di gioia alle sue figlie che come espressione del loro impegno radicale per Cristo. La gioia per sollevare i bisogni della gente del nostro tempo, perché ci sono un sacco di sofferenza. La preghiera che esprime il nostro rapporto di amicizia con Dio e di fratellanza con il prossimo, soprattutto con gli emarginati. L'accettazione del presente per le strade del mondo con il Vangelo in mano, con lo Spirito nel cuore. Alla fine del discorso il Nunzio ha detto che egli vede il Papa come restauratore, come S. Teresa, e come una grande grazia di Dio per il nostro tempo.
Al termine della celebrazione della Santa Messa. Vinko Mamic per conto delle infermiere della comunità ha ringraziato tutti, in particolare il Nunzio Apostolico ed ha promesso sostegno e preghiera per la sua missione nella Chiesa e nella società.

Visita Arcivescovo Carballo, Segretario della Congregazione della Vita Consacrata
Il 24 ottobre a Zagabria, presso il complesso del convento francescano, si è avuto un incontro di circa 400 religiosi, e della Conferenza croata dei Superiori Maggiori e Superiore (HKVRPP), con il Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, l'Arcivescovo José Rodriguez Carballo.
La conferenza tenuta dal Prelato, sulle dinamiche della vita religiosa e monastica contemporanea ed europea, è stata seguita dalla celebrazione della Santa Messa presieduta dal vescovo Uzinić, concelebrata da mons. Carballo, dal Nunzio apostolico nella Repubblica di Croazia, mons. Alessandro D'Errico, e da quindici monaci sacerdoti, tra cui alcuni provinciale. Nella sua omelia mons. Carballo ha parlato della gioia che è legata alla Vita Consacrata ed ha fatto riferimento al magistero di Papa Francesco dicendo che la gioia non è un'opzione, ma è responsabilità dei consacrati.

Inaugurazione della moschea di Gunja
Nel villaggio di Vukovar-Srijem Gunja, i cui abitanti hanno subito danni enormi nell'inondazione che ha colpito nel maggio dello scorso anno, una cerimonia commemorativa ha segnato il completamento della ricostruzione della moschea, la più antica in Croazia, e le strutture della comunità islamica, che ha investito 1,5 milioni.
Ringraziando il numerosi partecipanti, il Mufti della Comunità islamica in Croazia Aziz Effendi Hasanovic, ha ringraziato anche il governo croato per l'aiuto concesso. Ha ringraziato per l'aiuto il governo turco, le Forze Armate e, in particolare, la Croce Rossa croata, Vukovar-Srijem e il comune di Gunja i cui rappresentanti erano presenti per l'occasionale ringraziamento della comunità islamica in Croazia.

Alla cerimonia era presente anche il Nunzio Apostolico D'Errico che ha colto l'occasione per esprimere, con il Mufti Aziz Effendi Hasanovic e con l'Imam di Gunja Idriz Effendi Besic, sentimenti di amicizia e vicinanza.

martedì 6 ottobre 2015

Messaggio circa la canonizzazione del beato Alojzije Stepinac

Nei giorni della prima settimana di ottobre le principali agenzie cattoliche della Croazia e della Bosnia ed Erzegovina, insieme con svariati portali e notiziari in rete, hanno pubblicato e commentato le dichiarazioni del Nunzio Apostolico in Croazia riguardanti la canonizzazione del beato Aloisio Stepinac e la formazione di una Commissione mista proposta dal Santo Padre.


Le dichiarazioni di Mons. D'Errico sono riprese dall'intervista dialogata rilasciata in precedenza alla Radio Cattolica Croata. Presento il testo rivisto dallo stesso Nunzio.

ZAGABRIA, 18 settembre, 2015
Radio Croata  Cattolica – Messaggio del nunzio apostolico mons. Alessandro D'Errico circa il beato Alojzije Stepinac

         Grazie, sig.ra Tanja, per l'opportunità che mi da di offrire qualche chiarimento su una questione così importante, non soltanto per la canonizzazione del nostro cardinale beato Alojzije Stepinac, ma anche perché mi pare che questa è una questione molto delicata, per tutto quello che viene scritto e che sentiamo in questi giorni.
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         Mi consenta anzitutto di inquadrare brevemente la questione, prima di parlare specificamente della proposta del Santo Padre circa questo gruppo di esperti. E cioè, mi consenta di richiamare gli avvenimenti che hanno portato a questa proposta. Ricordo che eravamo parrecchi Vescovi il 10 febbraio dell’anno scorso (2014), in occasione della festa del card. Stepinac, ospiti a cena del nostro Arcivescovo Cardinale Bozanić. In quella circostanza qualcuno chiamò il Cardinale al telefono. Dopo, il cardinale ritornò e disse: “Ho una bella notizia, mi hanno chiamato dal Collegio San Girolamo in Roma. Lì c'era il Cardinale Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, per la festa del Cardinale Stepinac. Il Cardinale ha annunciato che il riconoscimento del miracolo che tutti aspettavamo è  venuto, e dunque praticamente la Congregazione per le Cause dei Santi ha terminato il grosso del suo lavoro. Ora si tratta soltanto di portare a termine le procedure, ma praticamente la causa si può dire terminata con un esito positivo circa la santità del Cardinale Stepinac”. Questo fu motivo di grande gioia per noi, che eravamo ospiti del Cardinale, perché sappiamo bene cosa significa il beato Stepinac per la Chiesa Universale e per il popolo croato, per la sua sofferenza, il suo martirio, la sua testimonianza di fedeltà alla Sede Apostolica.

         Purtroppo però nei giorni successivi ci furono  tante reazioni da parte dei Serbi e della Chiesa Ortodossa Serba. Ora io devo dire sinceramente che non ho letto la lettera che il Patriarca Ireneo pare abbia mandato a Roma.  I media ripetono spesso, che quando c’è stata la visita del cardinale Mamberti a Belgrado lo scorso anno (allora il card. Mamberti era il nostro ministro degli esteri), il card. Mamberti fece visita non soltanto alle autorità politiche, ma anche alle autorità religiose. Pare che in quella circostanza il patriarca Ireneo consegnò al card. Mamberti una lettera indirizzata al Santo Padre, nella quale sembra che il patriarca abbia domandato al Santo Padre di essere prudente su questa questione, perché la Chiesa ortodossa serba considera il card. Stepinac come una figura controversa, per il ruolo che egli avrebbe avuto al tempo dello Stato indipendente croato, perché lui era arcivescovo di Zagabria e non avrebbe fatto abbastanza per difendere le minoranze serbe e le minoranze rom contro la politica razziale dello Stato indipendente croato. Questo è quello che, più o meno, ripetono i media. Ripeto, io non ho letto la lettera del patriarca Ireneo.

         Sta di fatto che il Santo Padre, con la sua sensibilità ecumenica, a un certo punto ha preso personalmente - e questo io ci tengo a sottolineare, e me l'ha ripetuto il card. Parolin, Segretario di stato, l'altro giorno, quando abbiamo di nuovo parlato di questa questione - la decisione di fare una proposta sia alla Chiesa Ortodossa Serba, sia alla Conferenza  Episcopale Croata: e cioè, di creare un gruppo di esperti misto, ortodosso e cattolico, per rileggere i documenti che sono stati studiati dalla Congregazione per le cause dei santi circa il ruolo del Stepinac all'epoca dello Stato indipendente croato.
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         So bene che questa proposta ha provocato tanta sorpresa in Croazia, ma  personalmente non sono stato sorpreso, perché conosco bene il Santo Padre. A mio parere, questa è una proposta che dovrebbe essere inquadrata a partire dalle linee direttrici di questo pontificato e in particolare dall'Evangelii gaudium e dall'insistenza con cui Papa Francesco quasi ogni giorno parla delle necessità di un  cambiamento di mentalità. È cioè di una Chiesa che si apra, con serenità e fiducia, all'azione dello Spirito Santo, e che privilegi una cultura del dialogo e dell'incontro. Questo mi sembra particolarmente importante.

         Quello che vorrei suggerire a Lei, signora Tanja, e a tutti quelli che hanno scritto e scrivono su questo argomento, e a quelli che restano perplessi dinanzi a questa proposta del Santo Padre, è che bisognerebbe rileggere l' Evangelii gaudium e allora tutto sarà chiaro. Li troviamo quale tipo di Chiesa il Santo Padre propone, quali sono le direttive principali che il Papa propone in questa Esortazione Apostolica. È la prospettiva di una chiesa che non si chiude, che non va avanti da sola, che non procede per la sua strada, che non dice ‘questa e una questione mia e voi non c'entrate". Propone bensì un tipo di Chiesa che parte dal mandato di Gesù, dalle ultime parole di Gesù, pronunciate prima che egli ritornasse al cielo, “Andate, andate, annunciate la Buona Nuova a tutti i popoli“. Il Papa ripete quasi ogni giorno la necessità - la prima necessità pastorale per i nostri tempi e per il cammino di Nuova Evangelizzazione - di vivere nella vita di ogni giorno questo mandato di Gesù, e realizzare un cammino di Chiesa che esce, che va, che privilegia una cultura dell'incontro e del dialogo verso tutti, e in particolare verso le periferie. Ovviamente, quando parliamo di periferie, parliamo sia delle periferie materiali (i poveri), sia delle periferie spirituali (i lontani).

         Il Santo Padre lo ha ripetuto di nuovo qualche giorno fa ai nuovi vescovi. La preoccupazione della Chiesa deve essere non soltanto per quelli che vengono da noi, ma deve essere preoccupazione anche per quelli che venivano e non vengono più, e deve essere preoccupazione anche per quelli che non sono mai venuti. È cioè, realizzare nella vita di ogni giorno il testamento che Gesù ha lasciato prima di ritornare in cielo: di andare, prendere l'iniziativa, essere una Chiesa che esce e dialoga.

          Ovviamente in questo movimento di Chiesa verso le periferie, l'ecumenismo ha un ruolo particolare, perché è vero che tanti nostri fratelli sono separati, ma dobbiamo andare anche da loro, e specialmente da loro, in particolare quando poi si tratta di cristiani ortodossi, con i quali condividiamo la stessa fede e la stesa liturgia, anche se ci sono  differenze che sono venute nel corso dei secoli, per le tante zone di ombra che abbiamo dovuto registrare nella storia tra le due Chiese.

         Allora ripeto: se si inquadra questa proposta del Papa nell’ insieme dell’ Evangelii gaudium, nell’insieme della richiesta trasformazione di mentalità - in termini pastorali, in termini di servizio, in termini di dialogo, in termini di incontro -, allora anche questa proposta che lui sta facendo  riguardo alla commissione di esperti a livello ortodosso e cattolico sulla questione del Cardinale Stepinac, risulterà una logica e naturale conseguenza. A mio parere, chi legge bene l’Evangelii gaudium, o chi ascolta regolarmente quello che il Papa propone ogni giorno, credo che non avrà assolutamente niente di che meravigliarsi circa questa proposta. Egli non sta facendo niente contro  i Croati, ma sta semplicemente tirando le conclusioni della  visione ecclesiologica che propone fin dal primo giorno di Pontificato.
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         Ciò posto, vorrei, sulla base di quello che leggo e sulla base di quello che ascolto,  dirvi qualcosa di più concreto su questa proposta del Santo Padre.

1. Prima cosa, come menzionavo la commissione non è stata ancora formata. Siamo ancora a livello di proposta accettata in termini generali, di una proposta che è stata fatta personalmente dal Papa  al Patriarca Ireneo e che il Cardinale Parolin a nome del Santo Padre ha fatto alla Conferenza Episcopale Croata. Sembra che essa avrà sei membri, tre da parte ortodossa e tre da parte cattolica, ai quali sei membri si aggiungeranno - su richiesta dalla parte ortodossa - altri due membri indipendenti. Di questa richiesta, il Cardinale Parolin ha parlato già con i membri del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Croata,  che l'hanno accolta favorevolmente, perché i membri indipendenti possono dare una maggiore oggettività al lavoro della commissione.

2. Secondo, non è stato ancora stabilito chi sarà il presidente di questa commissione. Lo stanno cercando, perché è una cosa molto delicata; ma in ogni caso, il cardinale Parolin diceva che per il lavoro della Commissione ci sarà il patrocinio della Santa Sede, attraverso un dicastero della Curia Romana. Stanno valutando bene quale può essere il Dicastero che possa prendere il patrocinio di questo delicato lavoro.

3. Terzo, evidentemente, se non è stata formata la commissione, non si può ancora parlare di un’agenda concreta di lavoro, e neppure è stato stabilito concretamente quanto tempo richiederà il lavoro di questa commissione. Il Cardinale Parolin diceva che tutto questo sarà discusso alla prima riunione, che si farà a Roma, quando la commissione sarà formata. Alla prima riunione si stabilirà l’agenda, che cosa si vuole chiarire con il lavoro di questa commissione, e soprattutto si fisserrano bene i tempi di lavoro, perché qualcuno ha detto che c’è il rischio che poi non si finisce più, che non si finisce mai questo lavoro.

4. Un’ultima osservazione. Mi dispiace quando leggo che il Papa vorrebbe che il Cardinale Stepinac sia di nuovo giudicato da Belgrado. Non è cosi. Credo di conoscere bene il Papa. Lui ha un’enorme considerazione del popolo croato, della Croazia e della santità di Stepinac. Quando la presidente Kolinda Grabar Kitarović è stata dal Papa, ha parlato anche di questo. Il Papa le ha detto - e lei l'ha ripettuto ai giornalisti - che per lui è fuori discussione che il cardinale Stepinac sia santo, perché il lavoro che doveva essere fatto dalla Congregazione per le cause dei santi sostanzialmente è terminato.  Qui non ci sono dubbi. Il dubbio era soltanto se vogliamo procedere subito, andando avanti per la nostra strada, chiudendo l’orecchio a ciò che ci viene detto dalla Chiesa  Ortodossa Serba, o se invece vogliamo fare un gesto di carità ecumenica. Il Papa ha deciso per un gesto di carità ecumenica, che non significa discutere di nuovo la santità di Stepinac. Questo è stato già fatto ed è fuori discussione. Si tratta soltanto di rileggere il lavoro che la Congregazione ha fatto per i documenti storici e di presentarlo con serenità. Quindi non si tratta di un riesame della santità di Stepinac. Si tratta di rileggere i documenti e di mostrare il lavoro che è stato fatto, con serenità e fiducia ecumenica, e soprattutto con tanta fede nello Spirito Santo che anima il cammino della Chiesa. Con la speranza, dice il Papa, che questo possa servire anche a far apprezzare ancor di più la figura e la santità del cardinale Stepinac, e possa pure  servire ad un miglioramento delle relazioni  tra le due chiese (la Chiesa ortodossa serba e la Chiesa Cattolica croata) e finalmente possa servire al processo di piena riconciliazione tra i due popoli, che a noi sembra assolutamente necessario in questo momento di grandi difficoltà economiche e di grandi problemi sociali. Come la questione dei profughi che arrivano dal Medio oriente sta dimostrando, è necessario che ci sia un approccio comune, una politica comune, una strategia comune tra la Croazia e  i Paesi vicini per far fronte a questa e ad altre emergenze.
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         Questa è la nostra speranza, questo il nostro augurio. Sono certo che - a parte le comprensibili emozioni, che possono essere venute in un primo tempo, quando si e parlato di questa proposta del Santo Padre - la Chiesa di Dio che è in Croazia saprà anche in questa circostanza dare un ulteriore segno di fedeltà e di devozione alla Sede Apostolica e al nostro amatissimo papa Francesco.  
    
Testo e commento su:    Laudato       IKA         KTA         Vecernji list

lunedì 5 ottobre 2015

Attività pastorali ed ecclesiali di inizio ottobre

Nella prima settimana di ottobre il Nunzio Apostolico in Croazia è stato impegnato in alcune attività di carattere pastorale: la visita alla Scuola Elementare Cattolica di Zagabria dedicata a Santa Teresa di Lisieux, la Benedizione della Cappellania Militare di Kamensko dedicata agli Angeli Custodi, e la visita al Santuario Nazionale di Karlovac. Un percorso svolto in un paio di giorni, 2 e 3 ottobre, che è culminato poi nella solenne concelebrazione nella Cattedrale di Zagabria ove il Cardinale Bozanic ha ordinato nove nuovi diaconi.
Le Agenzie Cattoliche e molti media croati hanno seguito e commentato queste attività del Nunzio, rimarcando e pubblicando, soprattutto nel fine settimana, le dichiarazioni che Mons. D'Errico ha ufficialmente espresso in una intervista alla Radio Cattolica Croata nel merito della canonizzazione del Beato Aloisio Stepinac e circa l'istituzione di una Commissione mista di esperti proposta ad hoc da Papa Francesco.
Questo post è dedicato alla visita della Scuola di Zagabria, all'itinerario della Cappellania Militare e del Santuario Nazionale di Karlovac, regione situata ad un centinaio di chilometri dalla Capitale della Croazia, e alle ordinazioni diaconali. Il post successivo è dedicato alle dichiarazioni di S.E. Mons. Alessandro D'Errico, Rappresentante del Papa, relative alla canonizzazione del beato Arcivescovo di Zagabria.

Visita alla Scuola Elementare Cattolica. La notizia principale è riportata dalla IKA (>> vedi >>) ed è ripresa anche dal portale di Radio Maria Croata (>> vedi >>). La Scuola diretta di Carmelitani celebra il suo terzo anniversario della fondazione nel giorno dedicato a Santa Teresa del Bambino Gesù. L'Arcivescovo D'Errico ha celebrato l'Eucaristia nella chiesa dei Domenicani insieme con il padre carmelitano Vinko Mamic, direttore della Scuola, e con altri sacerdoti. Alla folta assemblea di genitori e ragazzi il Nunzio Apostolico ha rivolto una omelia che ripropongo nella traduzione ad sensum dal croato.
Nella sua omelia il Nunzio D'Errico ha parlato dell'importanza dell'educazione cattolica nella società, del precedente regime che in Croazia non ha permesso la creazione di scuole cattoliche e ha lodato gli sforzi eccezionali di p. Mamic per stabilire la prima scuola elementare cattolica di Zagabria. Ha ricordato i momenti chiave nella vita della Patrona Santa Teresa di Gesù Bambino, e del suo esempio che insegna ogni giorno a fare piccole buone azioni. Ha ricordato anche S. Teresa d'Avila e S. Caterina da Siena come altre Sante 'Dottori della Chiesa'. Ha incoraggiato il bambini, i genitori e il personale scolastico a persistere in tutti gli sforzi educativi per il bene del singolo, della Chiesa e della società, e ha ringraziato tutti i presenti e rappresentanti della città di Zagabria, il Ministero della Scienza, dell'Istruzione e dello Sport per tutto il supporto fornito a beneficio della scuola.

Itinerario della Cappellania Militare. Due momenti significativi per la vita e la rappresentanza ecclesiale del Nunzio In Croazia: la benedizione della Cappella dedicata ai Santi Angeli Custodi nella sede militare di Kamensko, con la Santa Messa concelebrata insieme con l'Ordinario Militare Mons. Jezerinac; e la visita al Santuario Nazionale di San Giuseppe in Karlovac (>> vedi >>) ove ha potuto conversare con il rettore sulla storia e sull'importanza del Santuario per la nazione croata. I commenti riferiti dai vari portali (>> vedi IKA >>) mettono in risalto il richiamo devozionale fortemente sentito in Croazia alla protezione dei Santi Angeli, e l'importanza delle Forze Armate in relazione al Trattato tra la Santa Sede e la Croazia.


Ordinazioni diaconali. Grande risonanza nella chiesa di Zagabria si è avuta sui media per la celebrazione in Cattedrale della ordinazione di nove nuovi diaconi per le mani dell'Arcivescovo Bozanic (>> vedi >>). Alla solenne concelebrazione, vissuta nel clima spirituale del 17° anniversario della beatificazione del Cardinale Aloisio Stepinac, hanno partecipato anche l'Arcivescovo Alessandro d'Errico, il Vescovo ausiliario Ivan Sasko e circa un centinaio di altri sacerdoti.  



domenica 20 settembre 2015

Attività e news estive recenti del Nunzio Apostolico in Croazia

Molte e significative sono le notizie riguardanti il Nunzio Apostolico in Croazia dalla fine di Luglio alla metà di Settembre, e che sono leggibili su svariati portali laici ed ecclesiastici della rete. Ne raccolgo alcune tra le più interessanti che integrano qualche post precedente del blog e danno un segno della multiforme attività pastorale e diplomatica svolta da Mons. D'Errico in questa Nazione. Le organizzo in ordine cronologico.
Del 26 Luglio è l'articolo di Laudate riguardante l'intervento del Nunzio sulla canonizzazione del Beato Aloisio Stepinac. Esso va ad integrare quello pubblicato da Glas Koncila e riportato nel post del 10 agosto 2015 (<< vedi >>).
Del 10 Agosto 2015 è il video postato su youtube da Laudato che riprende le attività e le interviste, compresa quella fatta la Nunzio Apostolico, realizzate durante la XV Tendopoli di Gornja Bistra.


Nel periodo tra la fine di Agosto e l'inizio di Settembre le attività del Nunzio vengono riferite da alcuni portali soprattutto per gli aspetti che riguardano la sua funzione nel dibattito politico nazionale e nelle questioni relative alla gerarchia ecclesiastica.


In particolare è datato al 31 Agosto 2015 l'articolo di judarnji.hr che riguarda le dimissioni dei vescovi per raggiunti limiti di età e le nomine dei nuovi vescovi in Croazia.
Al 3 Settembre 2015 è datato altresì l'articolo su un blog cattolico (<< vedi>>) che riferisce del ruolo svolto dal Nunzio nel dialogo diplomatico con la Presidenza della Repubblica per la definizione della eventuale Rappresentanza Croata all'ONU.


I giorni intorno alla metà di Settembre 2015 (10 – 18) sono stati caratterizzati da un serie di attività che hanno portato il Nunzio a realizzare una importante presenza nel campo pastorale e diplomatico.
Il 10 Settembre il portale redazionale e televisivo di Laudato ha pubblicato l'evento della celebrazione del suo 4° anniversario ed ha rimarcato l'importante partecipazione di Mons. D'Errico, sia a livello della amichevole condivisione personale e sia come espressione della Rappresentanza del Papa e della Santa Sede. 


Dalla pubblicazione di Laudato rilevo nella traduzione ad sensum dal croato le parole proferite dal Nunzio durante la celebrazione dell'Eucaristia, leggibili di seguito, ed il link al video di presentazione dell'evento.

Il Nunzio D'Errico ha detto che dalla Liturgia della Nascita di Maria Vergine si possono trarre preziosi insegnamenti per la vita di Laudato: "Sono lieto che insieme si celebra l'anniversario di questa meravigliosa famiglia. Maria è importante per il modo cristiano, e la guardiamo come una creazione speciale: in particolare Ella è stata scelta da Dio per essere la Madre di Gesù e la Madre della Chiesa. Ella è un modello ed un esempio per la testimonianza cristiana, così come per Laudato e il suo servizio in Croazia. "Maria insegna ai credenti a servire Dio e il popolo, e questi due aspetti del servizio sono i pilastri attorno ai quali gira tutta la vita cristiana, ha detto il nunzio. "Questi due pilastri si applicano anche a Laudato. Siete un gruppo di fedeli laici, che ha un posto speciale nella società, un gruppo che sta cercando di sviluppare un ministero di servizio a Dio e al prossimo attraverso i media, su principi cristiani", ha detto. Laudato è un esempio di una delle organizzazioni laiche che si stanno chiedendo come essere agenti della nuova evangelizzazione, ha detto mons. Alessandro D'Errico: "In qualità di rappresentante di Papa Francesco vi guardo come la speranza della Chiesa in Croazia. Questo è il servizio specifico necessario per vivere le situazioni concrete della società croata e della Chiesa. Il Papa insiste sul fatto che il punto di partenza della nuova evangelizzazione è l'uscita. “Andate” - è una parola che deve distinguere tutte le vostre attività. Promuovere incontri culturali e non il conflitto, la cultura dell'unità e non della divisione, la cultura della solidarietà che porta ai più poveri. "I criteri con cui trattare i poveri dovrebbero essere la verità, l'onestà e la bontà, e questi sono i criteri sui quali si basa Laudato; ha concluso l'omelia il Nunzio D'Errico e alla fine ha esortato: "Siate gioiosi e felici di quello con cui ognuno di voi può contribuire a questo progetto, sulla strada della nuova evangelizzazione, che è la principale necessità della Chiesa in Croazia."

Al 14 Settembre 2015 risale la notizia, riportata dal portale del Centro Islamico di Zagabria, relativa all'incontro avvenuto in Nunziatura tra S. E. Mons. Alessandro D'Errico ed il Mufti dr. Aziz ef. Hasanović. Le due Personalità hanno rinnovato il loro impegno alla cooperazione per i comuni valori universali. Il Nunzio è stato invitato alla cerimonia che si terrà presso Gunji per il completamento della ricostruzione degli edifici distrutti nell'alluvione dello scorso anno.

La rete riporta alla stessa data la partecipazione del Nunzio Apostolico alla celebrazione del 72° anniversario degli avvenimenti bellici di Zrin (Vedi questo post sul blog).

Il 18 Settembre il portale express.hr (<< vedi>>) riporta un post che riguarda i principali orientamenti all'interno dell'episcopato croato (quello del Vescovo Pulic Presidente della Conferenza Episcopale Croata e quello del Vescovo di Dubrovnik Uzinić) e descrive il compito del Nunzio Apostolico nel processo delle nomine episcopali. 

lunedì 10 agosto 2015

La XV Tendopoli di Gornja Bistra

E' un incontro ricco di significati, religiosi etici ed ecclesiali, quello che da qualche anno nel giorno di San Lorenzo diacono e martire il Nunzio Apostolico in Croazia realizza con i Volontari del Giardino delle Rose Blu nell'Ospedale Speciale per Bambini a Gornjia Bistra. La ricerca suquesto blog con la voce Gornja Bistra ci rimanda la descrizione e la narrazione delle esperienze e delle iniziative degli anni scorsi. Possiamo ad esse far riferimento per approfondire la conoscenza della struttura e dell'opera di questa benemerita forma di volontariato internazionale che vede la componente italiana come protagonista principale. L'amicizia del Giardino delle Rose consolidatasi in Croazia con Mons. D'Errico è espressione insieme del legame della connazionalità e della ecumenicità della Carità.

Riporto nella traduzione ad sensum dal croato il comunicato che si legge sul portale parrocchiale di Zagabria.

Nel cortile dell'Ospedale Speciale per le malattie croniche dei bambini a Gornja Bistra si è svolta una cerimonia religiosa nell'ambito della celebrazione del XV campo di volontariato, organizzata dall'ospedale e dalla lassociazione internazionale "Il Giardino delle Rose blu" (Blue Rose Garden). La Messa per i volontari italiani e croati, per i dipendenti, e i ricoverati dell'ospedale è stata celebrata su un altare improvvisato nel cortile dell'ospedale da Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico in Croazia, che ogni anno al campo di volontariato incontra i numerosi volontari provenienti da Italia. Il XV campo estivo iniziato Lunedi 3 Agosto 2015 durerà dieci giorni. Il campo si avvale dell'opera di 90 italiani e di 13 croati, e nei 15 anni trascorsi sono passati per il Campo circa 8500 volontari. 
I volontari hanno compiti diversi, e sono divisi in diversi gruppi di lavoro. I principali compiti sono prendersi cura dei bambini, nuotare con loro nella nuova piscina, la pulizia del parco e del cortile dell'ospedale, aiutare la comunità locale con un tour tra le famiglie più povere, e il volontariato della mensa per i poveri presso le Suore di Madre Teresa a Jukićeva Street di Zagabria.


Il comunicato che si legge su Vecernji list rimarca gli stessi concetti e sottolinea gli aspetti psicologici sociali ed etici di un Volontariato che da oltre un decennio trova in don Ermanno D'Onofrio un valido animatore. 


Eco della Festa di San Giacomo apostolo a Sebenico

Nei giorni successivi alla festa di San Giacomo apostolo, concelebrata dall'Arcivescovo D'Errico nella cattedrale di Sebenico, numerosi portali e media cattolici e laici hanno riportato commenti e gallerie fotografiche relativi all'avvenimento che è stato anche l'occasione per il dono al Nunzio del Cappello di Sebenico e di una bottiglia della tradizione locale. Recupero alcuni links e scatti per questo post.

Voglio altresì evidenziare l'amplificazione della notizia relativa alla Festa di San Giacomo operata da Glas Koncila, il portale cattolico che ha richiesto al Nunzio Apostolico in Croazia un ragguaglio ufficiale della Chiesa riguardante il processo di canonizzazione del beato Aloisio Stepinac, Arcivescovo di Zagabria. La risposta del Nunzio, pur recuperata nella traduzione “tecnologica”, è stata ricca di chiarimenti ed improntata alla necessaria discrezione che riguarda la decisione di Papa Francesco di avvalersi del contributo e del parere anche della Chiesa Serba. Riporto il testo letto in questa traduzione. 



sabato 25 luglio 2015

Servizio e non mondanità nel messaggio omiletico della festa di San Giacomo

Il portale della Cattedrale di San Giacomo, patrono della Diocesi di Sebenico in Dalmazia, reca l'annuncio della celebrazione principale delle 20 in onore dell'Apostolo che viene presieduta dall'Arcivescovo Alessandro D'Errico. Nello spirito del pellegrino di San Giacomo il Nunzio Apostolico in Croazia realizza un viaggio in auto da Zagabria di oltre trecento chilometri per rispondere all'invito del Vescovo e dell'Ecclesia della storica città della costa dalmata. Sicuramente l'evento riceverà attenzione e commenti da parte dei media locali e dalle agenzie cattoliche che seguono le attività del Nunzio.
La festa dell'Apostolo Giacomo, che capita di Sabato, ha il suo svolgimento liturgico proprio e in Croazia non si sovrappone alla liturgia della XVII Domenica del tempo ordinario. Nella Santa Messa vespertina del Sabato in Italia avrebbe prevalso la liturgia domenicale. Propongo subito la lettura dell'omelia direttamente predisposta in Italiano dall'Arcivescovo Mons. Alessandro D'Errico, per recepire l'importante insegnamento che proviene dal suo magistero. 

 Festa di San Giacomo Apostolo
Patrono della Cattedrale di Šibenik
(Šibenik,  25 luglio 2015)

Rendo grazie alla Provvidenza di Dio per la gioia che mi dà oggi di celebrare con voi la Festa di San Giacomo. E' un giorno importante per la Chiesa di Dio che è in Šibenik, che ha scelto san Giacomo come il titolare della Cattedrale. Perciò ho accolto volentieri l'invito del vostro Vescovo, Mons. Ante Ivas. Insieme con lui, in questa Santa Messa affido a san Giacomo i progetti, i programmi e le speranze della Diocesi, e prego che la sua intercessione ottenga per ciascuno di voi abbondanza di benedizioni e di grazie. 
Sono grato a Mons. Ivas non solo per l'invito a presiedere  questa Eucaristia, ma anche per le parole di benvenuto che mi rivolto e per la fraterna cordialità con cui mi ha accolto. Saluto fraternamente i Sacerdoti, i Religiosi e le Religiose, gli operatori di pastorale, ed in particolare il Parroco di questa storica chiesa cattedrale, don Krešimir Mateša. A tutti sono onorato di portare una speciale benedizione del Santo Padre Francesco, che sarò felice di impartire al termine di questa Santa Messa.
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Miei cari fratelli e sorelle, per la nostra meditazione, vorrei contemplare insieme a voi due scene dal Vangelo che la liturgia di oggi propone al nostro sguardo di fede. 
1. In primo luogo, c'è la scena di una madre con i suoi figli. Possiamo facilmente immaginare che Gesù doveva prestarsi ad innumerevoli richieste e suppliche di ogni genere, di persone che credevano fermamente che Egli poteva esaudire le loro preghiere. Nel Vangelo odierno, si tratta di una donna che viene a fargli una richiesta abbastanza singolare. Ma, occorre notare subito che non si tratta di una donna sconosciuta. E' la madre di due apostoli, ai quali tra i primi si è rivolta la chiamata di Gesù – Giacomo. di cui celebriamo la festa oggi, e Giovanni, il discepolo prediletto. Perciò, non ci meravigliamo che la madre senza timore sottoponga al Maestro la sua richiesta: "Di’ che questi due miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel Tuo regno". Come tutte le mamme, ella nutre grandi ambizioni per i figli. Quale mamma non vuole che il figlio non divenga una persona importante? E per lei non basta desiderarlo. Ella vuole giocare un ruolo determinante nel destino dei figli, anche nella linea di tante sante donne di cui parlano le Sacre Scritture. Ma è evidente che - pur con le migliori intenzioni - ella domanda per Giacomo e Giovanni qualcosa che non corrisponde all'insegnamento ed all'esempio del Maestro. 
2. Ed ecco allora la seconda scena. Gli altri apostoli restano sdegnati, come lo saremmo anche noi. E così, Gesù prende la parola e propone un insegnamento, che si dirige non solo ai discepoli di allora, ma ai cristiani di ogni tempo. Perciò insieme con voi, vorrei soffermarmi brevemente sulla seconda parte della Sua risposta, che offre preziose indicazioni per il nostro impegno di testimonianza cristiana, nel cammino di nuova evangelizzazione che caratterizza questo periodo intenso di attività e di riflessioni della Chiesa in Croazia.
  Che cosa dice Gesù? 
a) In primo luogo, Egli mostra di conoscere bene i criteri mondani che ispirano tante persone nelle loro attività e nelle loro aspirazioni all'interno delle società civili. Sono criteri di potere, di interesse personale, di vanagloria, che possono spingersi fino a calpestare la dignità degli altri. "Voi sapete che i governanti della nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono". È ciò che purtroppo dobbiamo sperimentare anche noi tante volte nella vita sociale di ogni giorno, con tanta amarezza specialmente quando costatiamo che i criteri di potere e d'interesse vengono preposti senza scrupolo a quelli del bene comune e delle comunità, nonostante le sfide gravi che oggi le nostre società - un po' dappertutto nel mondo - si trovano ad affrontare. 
b) Contro questi criteri mondani, Gesù fa risuonare la voce autorevole del Suo monito e del suo insegnamento: "Tra voi non sarà così". E' una parola tagliente, che giunge fino a noi con una proposta concreta di vita. La comunità cristiana che Gesù auspica non può essere ispirata ai criteri del mondo, ma da ben altri criteri, che sono proprio l'opposto di quelli. Gesù dice qui e tante volte nel Vangelo che nelle comunità cristiane (o di ispirazione cristiana) bisogna cercare non il potere ed il proprio tornaconto, ma il bene degli altri. Bisogna guardare agli altri come persone, nella loro dignità di figli di Dio. Bisogna rispettare gli altri e volere il bene dell'altro, allo stesso modo come si comporta con noi il Padre celeste, che è Amore. E cioè, bisogna comportarsi con gli altri con criteri di amore e di servizio, e non di potere, di dominio e di sfruttamento. Perciò Egli dice qui: "Chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servo; chi vuol essere primo tra voi, sarà vostro schiavo". 
c) Il Maestro si rende conto del capovolgimento radicale di prospettiva che sta proponendo, e delle difficoltà che spesso si frappongono per la realizzazione di questo tipo di comunità che Egli desidera. Perciò, Egli dice ancora qualcosa, proponendo un modello concreto, che al tempo stesso è anche la motivazione di fondo del comportamento che sta chiedendo: "Come il Figlio dell'uomo, che è venuto non per essere servito, ma per servire e dare la Sua vita in riscatto per molti". 
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E allora dobbiamo domandarci: In cosa consiste questo modello? Come Gesù ha vissuto questi criteri di amore e di servizio? Come possiamo presentare a noi stessi ed agli altri il modello che Egli ci propone? 
Ebbene, basandoci sull'insegnamento di Papa Francesco, direi che possiamo trovare nel modello di Gesù alcuni punti specifici, molto utili e attuali per le esigenze delle nostre comunità. In breve: 
a) il Suo è un servizio disinteressato e perciò aperto a tutti; e cioè è senza pregiudizi, senza preconcetti, senza astio per eventuali torti subiti;
  b) è un servizio dinamico: nel senso che non si accontenta di accogliere quanti vanno da Lui, ma si spinge fino a prendere l'iniziativa e ad andare incontro agli altri ... anche ai nemici, anche ai lontani, alle pecore smarrite, e in particolare ai poveri (in senso materiale e in senso spirituale);
  c) è un servizio pieno di gioia, nella certezza che questo è il progetto di Dio sull'uomo e sul mondo, e solo con amore operoso e disinteressato e con un servizio senza barriere e senza limiti può circolare in noi la stessa vita di Dio che è Amore. 
Questo modello di Gesù mi sembra di grande attualità per noi e per le nostre comunità, anche in Croazia. Anche a noi Gesù oggi ripete: "Tra voi non sarà così...". E chiede di far vivere di più e meglio nella nostra vita personale e nelle nostre comunità il Suo modello di servizio gioioso e di amore disinteressato. Sopratutto, anche a noi Gesù domanda di far vivere il Suo modello non solo dentro la Chiesa, ma anche nelle relazioni che abbiamo con coloro che non si riconoscono cristiani, e specialmente nella sollecitudine che dobbiamo avere per le fasce più povere della società. In altre parole, Gesù chiede di avere la stessa apertura, senza pregiudizi e senza paure; lo stesso dinamismo, con iniziative che ci spingano a fare umilmente il primo passo; la stessa gioia, come segno caratteristico della Buona Novella del Vangelo, che abbiamo il dovere di annunciare e testimoniare. 
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Come sapete, su queste direttrici di base si muovono l'insegnamento e le attività del nostro amatissimo Papa Francesco, che incessantemente mette in guardia contro il rischio sempre ricorrente della mondanità spirituale, che può albergare anche tra persone pie e nelle comunità cristiane, e insiste sulla necessità di aprire i nostri orizzonti a quelli dello Spirito di Dio, che ci libera dalle chiusure del nostro egoismo. Perciò, a conclusione di questa meditazione vorrei proporre alcune riflessioni di Papa Francesco, tratte dall' Evangelii Gaudium, dal capitolo sulla mondanità spirituale, che mi sembrano il miglior commento alla pagina di Vangelo che abbiamo ascoltato. 
"La mondanità spirituale che si nasconde dietro apparenze di religiosità.... consiste nel cercare, al posto della gloria del Signore, la gloria umana e il benessere personale ... Si tratta di un modo sottile di cercare i propri interessi e non quelli di Gesù Cristo (Fil. 2,21). Assume molte forme, a secondo del tipo di persona e della condizione nella quale si insinua... (93).
"In tutti i casi, è priva del sigillo di Cristo incarnato, crocifisso e risuscitato... Non va realmente in cerca dei lontani,  né delle immense moltitudini assetate di Cristo. Non c'è fervore evangelico, ma il godimento spurio di un autocompiacimento egocentrico...(95) 
Chi è caduto in questa mondanità, guarda dall'alto e da lontano, .... rifiuta la profezia dei fratelli, squalifica chi gli pone domande, fa risaltare continuamente gli errori degli altri ed è ossessionato dall'apparenza. Ha ripiegato il riferimento del cuore all'orizzonte chiuso della sua immanenza e dei suoi interessi... E' una tremenda corruzione, con apparenza di bene. Bisogna evitarla, mettendo la Chiesa in movimento di uscita da sé, in movimento di missione centrata in Gesù Cristo, di impegno verso i poveri. Dio ci liberi da una Chiesa mondana sotto drappeggi spirituali o pastorali! Questa mondanità asfissiante si sana assaporando l'aria pura dello Spirito Santo, che ci libera dal rimanere centrati in noi stessi, nascosti in una apparenza religiosa vuota di Dio. Non lasciamoci rubare... il Vangelo! (97)".
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Miei cari fratelli e sorelle, so bene che queste indicazioni spirituali e pastorali del Santo Padre sono oggetto di attenta considerazione nella Diocesi di Šibenik e nella Chiesa di Dio che è in Croazia. Come Rappresentante Pontificio, non posso che rallegrarmene con voi. Perciò con San Giacomo elevo a Dio, eterno Signore della vita e della storia, il mio cantico di lode e di ringraziamento. Al tempo stesso, a lui che è stato tra i primi a versare il sangue per Gesù, in spirito di amore e di servizio, affido la mia preghiera, affinché ci faccia ancora più docili all'azione dello Spirito, per continuare - secondo il modello di Gesù - ad andare con gioia, con semplicità e con fiducia verso tutti, per le vie del mondo. Amen.