giovedì 17 agosto 2017

Discorso di inizio missione nella Solennità dell’Assunta a Malta

Il Portale dell’Arcidiocesi di Malta ha pubblicato un ampio commento ed il video intero di circa due ore relativo alla solenne celebrazione eucaristica della Solennità di Maria Assunta in Cielo, presieduta il 15 agosto 2017 dall’Arcivescovo Alessandro D’Errico nella suggestiva chiesa parrocchiale di Mosta.
La celebrazione è stata molto bella e partecipata dal clero e dal popolo di Malta.
Alla conclusione del rito eucaristico l’Arcivescovo D’Errico ha tenuto un intenso discorso in italiano, durato circa mezzora e spesso accompagnato da scroscianti applausi dell’assemblea, intorno alla missione pastorale affidatagli da Papa Francesco in Malta e Libia.


Parlando in inglese ha poi descritto i formalismi istituzionali della nomina e presentato al Presidente della Conferenza Episcopale di Malta le credenziali di Nunzio Apostolico a Malta prodotte dalla Santa Sede.

Leggiamo di seguito le parole del Nunzio trascritte dall’ascolto del video dell’Arcidiocesi.

Eccellenza Reverendissima, Arcivescovo di Malta, miei cari confratelli nel sacerdozio, miei cari fratelli e sorelle. Consentitemi anzitutto di dire un grande grazie al carissimo arcivescovo Charles Scicluna per le amabili, profonde parole di benvenuto che mi ha rivolto, e soprattutto per l’invito che mi ha fatto a presiedere, come primo atto del mio servizio di rappresentante pontificio, questa solenne celebrazione eucaristica durante la solennità dell’Assunzione di Maria, in questa bellissima e storica chiesa parrocchiale. Insieme all’arcivescovo saluto fraternamente il parroco, l’arcprete don Sebastian, i sacerdoti che hanno voluto prendere parte a questa concelebrazione, i religiosi, le religiose, e gli operatori di pastorale. Un particolare saluto sia consentito di rivolgere allo speaker del Parlamento della Repubblica di Malta, il signor Angelo Parrugia; al signor capo dell’opposizione Simon Fusutile; al signor Sindaco di Mosta Kirk Cassite; e atutte le distinte Autorità civili e religiose che sono presenti a questa celebrazione. Come forse avrete saputo sono arrivato a Malta soltanto pochi giorni fa, e un po’ per volta cerco di approfondire la mia conoscenza del contesto culturale, sociale e politico, ove dovrò svolgere la mia missione di rappresentante del Santo Padre Francesco, al quale va, come ha detto l’arcivescovo, il nostro filiale e grato saluto. In questi giorni, sin dal mio arrivo a Malta, parecchi mi hanno chiesto quali sono le mie aspettative e quqle è il mio programma di rappresentante pontificio. Ho cercato di rispondere in termini semplici, e lo stesso vorrei ripetere anche oggi. Il mio programma, le mie aspettative sono di servire il Santo Padre Francesco in queste belle chiese particolari, con gioia e al meglio delle mie possibilità. E tuttavia oggi vorrei anche aggiungere qualche breve osservazione che mi sembra opportuna. Ho incontrato il Santo Padre Francesco qualche settimana fa in udienza privata quando era stata già pubblicata la mia nomina a Malta e in Libia. E’ stato un incontro che ha lasciato il segno nella mia esperienza di vescovo e di sacerdote. Sono rimasto impressionato dalla profonda conoscenza di persone e di situazioni che il Santo Padre ha della Chiesa in Malta e in Libia. Ma sono stato impressionato in particolare dalla grande fiducia con cui egli guarda alle potenzialità di queste chiese particolari. Per me è stata la conferma che per la Santa Sede Malta è una realtà importante. E’ importante per la sua tradizione paolina e apostolica; è importante per la ricchezza delle tradizioni e di fede; è importante per la sua storia di fedeltà alla Sede Apostolica; è importante per il ruolo che tradizionalmente Malta esercita nel Mediterraneo, al quale la comunità internazionale guarda ancora con maggiore interesse durante questi tempi un po’ spinosi e delicati per le gravi questioni umanitarie che si dibattono in queste aeree. Perciò penso che insieme, da una parte gli organismi della Santa Sede e dall’altra parte le Chiese particolari, dobbiamo cercare, come l’Arcivescovo ha menzionato in diverse circostanze, dobbiamo cercare di rendere ancora più operative e ancora più visibili la nostra fedeltà alle direttive pastorali di Papa Francesco, che a me personalmente sembrano di grande attualità anche per la Chiesa di Dio che è in Malta.
Seconda osservazione. Per esperienza personale che ho maturato in più di quarant’anni di servizio per la Santa Sede in giro per il mondo, so bene che per le chiese di grandi tradizioni di fede come è quella di Malta qualche volta si corre anche un rischio sottile, come Papa Francesco più volte ha sottolineato; e cioè il rischio di guardare più al passato anziché al futuro. Il rischio di autocompiacimento per guardare tutta la grande tradizione di fede che abbiamo ereditato dai nostri padri. E perciò la parola, l’insegnamento, la testimonianza di Papa Francesco, mi sembrano molto attuali nell’invitarci ad un atteggiamento un poco diverso. Papa Francesco, ricordate… E’ vero che volete bene a Papa Francesco? Avete stima di Papa Francesco, è vero? Un applauso al Papa.
Papa Francesco ci ricorda spesso che l’essenziale della missione della Chiesa è di essere fedeli all’ultima parola di Gesù: “Andate! Andate nel mondo intero! Annunciate la Buona Novella a tutti i popoli!” Questo significa, dice il Papa, “andare” significa che non possiamo fermarci, non possiamo restare seduti dinanzi alle sfide dell’ora presente. Il programma di Papa Francesco che noi sposiamo volentieri è di una Chiesa che va, una Chiesa che esce; dice lui che esce dalle sacrestie; una Chiesa che va per il mondo; una Chiesa in movimento. Sommatizziamo che cosa intende il Papa quando parla di una “Chiesa in uscita”, di una “Chiesa in movimento”. E’ importante per la mia missione di rappresentante pontificio, è importante per il carissimo arcivescovo Scicluna, come abbiamo ascoltato e sentito già diverse volte durante questa liturgia, è importante per tutti coloro che hanno a cuore il bene di questo popolo e di questa Chiesa. Una chiesa in movimento, una Chiesa in uscita secondo lo spirito della Evangelii Gaudium. E’ in primo luogo una Chiesa che va verso tutti senza discriminazioni, senza differenze, in un atteggiamento di dialogo, dialogo positivo, costruttivo, attento e rispettoso. In secodo luogo è una Chiesa, il Papa lo ripete spesso, che deve amare le “periferie”, deve andare verso le periferie, non solo verso il centro; in primo luogo le “periferie esistenziali”, verso i lontani, verso quelli che sono lontani dalla nostra fede e dalla nostra visione di vita; quelli che non sono mai venuti in chiesa. Qualche volta qualcuno dice che tu vai, caro Nunzio, da quello che è un comunista, da quello che non è mai venuto in chiesa. E Papa Francesco mi fa. “ma bravo, Nunzio, così devi fare! Dobbiamo andare ai lontani, da quelli che non sono mai venuti”.
E poi, aggiunge Papa Francesco, non ci sono solo quelli che non sono mai venuti , ci sono anche, e sono tanti, quelli che venivano e non vengono più. E dobbiamo andare, è la nostra visione, andate non vi fermate, non vi sedete, andate! E’ la parola motto, la parola simbolo del programma di Papa Francesco. E dobbiamo andare anche in un altro contesto molto delicato, anche per la relatà storica, reale, dell’isola di Malta. Ma questo il Papa ce l’ha a cuore. Lui dice: caro Nunzio ho dei progetti particolari ne parleremo quando lei ha già potuto rendersi conto di come è la realtà maltese. Vi prego di accogliere questa parola del Papa con tutta la devozione e lo spirito filiale di cui siete capaci. Dobbiamo continuare la grande tradizione di carità che ha animato il cammino di fede di questa Chiesa, dei vostri padri. Dobbiamo andare anche verso le “periferie materiali”, i poveri, gli ammalati, e lo dobbiamo fare con grande zelo. Ma dobbiamo andare anche verso i migranti, verso i profughi, verso i rifugiati che bussano alle nostre porte. Dobbiamo sentirci messi in discussione. La ricchezza della vostra fede è la Parola che Paolo migrante ha annunciato. E come possiamo chiudere
oggi le porte dinanzi ai tanti “paoli” che bussano alla nostra sensibilità pastorale e cristiana.
Terza e ultima osservazione. Papa Francesco mi diceva: “caro Nunzio, devo dire la verità, a volte mi domando se non è troppo quello che domando”. “Ma, dice, penso che questa è la missione di Pietro oggi, di confermare nella fede i fratelli, di richiamare all’essenziale della vita cristiana, di richiamare la parole di Gesù. E io vi ripeto, dice Papa Francesco, lo dica alla Chiesa in Malta, la parola di Gesù è di andare, con gioia, con fiducia nello Spirito che ama la Chiesa. Dica alla Chiesa in Malta di non imbottigliare lo Spirito Santo, di non mettere lo Spirito Santo dentro una bottiglia! Di lasciare che lo Spirito lavori in profondità, in ascolto delle suggestioni e dei consigli che Egli ci darà”.
Eccellenza, Arcivescovo Charles, dieci anni fa quando ci siamo incontrati per la prima volta in Vaticano, quando lei era Promotore di Giustizia alla Congregazione della Dottrina della Fede, io Nunzio Apostolico in Bosnia ed Erzegovina, non avrei mai pensato che un giorno avrei avuto la gioia di servire la Chiesa di Dio che è in Malta, lo spirito della grande tradizione paolina, avendo come Arcivescovo Vostra Eccellenza.
Il Papa saluta tutti, ma soprattutto incoraggia tutti. Il nostro programma, le nostre aspettative: andiamo con gioia per le vie che lo Spirito ci indica, per le vie che hanno fatto grande questa chiesa.
Mi raccomando alla vostra preghiera e ffido a Maria Assunta in Cielo, segno di consolazione e di sicura speranza, i nostri comuni progetti di servizio. E attravereso la moderna intercessione di Maria domando abbondanza di grazie, abbondanza di consolazione e di gioia, abbondanza di zelo apostolico e di ardore paolino, in tutti e ciascuno di voi nella Chiesa di Dio che è in Malta e in Libia.
Thank you very much.





L'arrivo a Malta e la prima intervista

Il 4 agosto 2017 S.E. l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico a Malta e Libia è giunto con un aereo di linea italiano all'aeroporto di Malta ed stato cordialmente accolto dai Vescovi e da alcuni rappresentati della Chiesa maltese.
Sul portale dell'Arcidiocesi di Malta è stato postato un ampio commento che ha presentato il curriculum vitae di Mons. D'Errico insieme con una galleria fotografica che lo ritrae dall'arrivo in aeroporto all'incontro con i vescovi e prelati maltesi.
Il comunicato ufficiale dell'Arcidiocesi è stato pure rilanciato da alcuni media dell'isola, fra questi timesofmalta.com.
Sulla pagina social di mons. D'Errico sono stati anche postati commenti, foto e video, di amici e portali che sottolineano i primi momenti della presenza del Nunzio a Malta.
Di particolare rilievo è il video dell'intervista rilasciata dal Nunzio Apostolico al suo arrivo a Malta. Le parole del Nunzio ci rimandano la prospettiva pastorale del suo impegno a Malta e Libia, che intende sviluppare con tutto l'amore e con tutta l'attenzione di cui è capace, nello spirito dell'Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium di Papa Francesco.
Di seguito proponiamo i collegamenti ai video dell'arrivo in aeroporto a Malta e della intervista;
presentiamo poi il comunicato dell'Arcidiocesi tradotto dall'inglese e la trascrizione dell'intervista dall'ascolto diretto delle parole del Nunzio pronunziate da lui in italiano.



Il comunicato dell'Arcidiocesi di Malta

Il Nuovo nunzio apostolico arriva a Malta

Il Nunzio promuoverà i legami tra governo e Santa Sede

Il nuovo nunzio apostolico per Malta, monsignor Alessandro D'Errico, arcivescovo titolare di Carini e attualmente nunzio apostolico in Croazia, è arrivato a Malta.
E’ stato accolto in aeroporto dall'arcivescovo Charles Scicluna e da altri.
Mgr D'Errico è nato a Frattamaggiore a Napoli, nel 1950. Fu ordinato sacerdote nel 1974 e fu incardinato nella diocesi di Aversa.
Ha studiato presso l'Accademia Pontificia Ecclesiastica di Roma e si è unito al Servizio Diplomatico della Santa Sede nel 1977. Ha poi servito nella Nunziatura Apostolica in Thailandia, Brasile e Grecia. Ha servito all'interno della Prefettura della Famiglia Papale e successivamente ha servito nelle rappresentanze pontificie in Italia e in Polonia.
Come Nunzio Apostolico a Malta, l'Arcivescovo D'Errico rappresenterà il Santo Padre e la Santa Sede sia per quanto riguarda la Chiesa cattolica a Malta e Gozo, sia presso le autorità civili. Sarà anche il decano del Corpo Diplomatico accreditato nella Repubblica di Malta.
È dovere del Rappresentante Pontificio facilitare le relazioni tra il governo di Malta e la Santa Sede.

La trascrizione dell'intervista

Intervistatore: Eccellenza, le sue aspettative di questa missione pastorale qui a Malta l’isola di San Paolo ?


Il Nunzio: Ma devo dire anche che innanzitutto sono molto grato al Santo Padre Francesco per aver pensato a me per questa missione che è la quarta come rappresentante pontificio. Malta è da sempre una realtà importante per la Santa Sede, intanto per la sua tradizione apostolica paolina, di terra di san Paolo, per la sua storia, per la sua cultura cristiana; e anche per il ruolo che esercita tradizionalmente nel Mediterraneo, e che risulta particolarmente attuale nelle circostanze concrete dello scenario internazionale contemporaneo. Ma c’è di più, direi. Ho incontrato il Santo Padre qualche settimana fa, appunto, dopo la mia nomina a Malta, e mi son reso conto che anche questa mia missione si inserisce nella prospettiva specifica del Santo Padre di una Chiesa che va, che incontra, soprattutto verso le periferie, non soltanto materiali, ma anche quelle esistenziali. Qui a Malta, ovviamente si fa un gran parlare per il ruolo di sentinella, un po’, del Mediterraneo che Malta tradizionalmente ha esercitato, e durante questi anni che sono stati focalizzati durante i mesi del semestre di Presidenza dell’Unione Europea. Sono venute tante autorità, si è parlato tanto di Mediterraneo, e il santo Padre ha voluto, anche in questa maniera, rispondere alle attese che da più parti vengono per ciò che la Chiesa è chiamata a svolgere, il suo ruolo di vicinanza alle questioni umanitarie, in special modo, suppongo, soprattutto per le questioni umanitarie, insieme alle forze vive della Chiesa di Malta, insieme all’arcivescovo Scicluna , che conosco molto bene perché ho avuto modo di lavorare con lui quando era a Roma, e insieme al vescovo di Gozo, e insieme ai confratelli che sono in Libia. Cercheremo di…, il Santo Padre dice vogliamo rendere operativa una presenza di Chiesa nel senso della Evangelii Gaudium. E credo che questo è la grande sfida, il grande compito che ci attende; e che da parte mia cercherò di svolgere con tutto l’amore e con tutta l’attenzione di cui sono capace. 

mercoledì 16 agosto 2017

Alcuni segni del compimento della missione in Croazia

Del dialogo aperto interreligioso ed ecumenico, e della comunicazione sociale del messaggio ecclesiale proprio della missione del Nunzio Apostolico, Mons D’Errico ha fatto sempre un largo e magistrale uso. Lasciando esempi e stimolazioni efficaci e duraturi per la vita culturale e religiosa della(e) Nazione(i) presso cui ha svolto il servizio diplomatico in rappresentanza del Papa e della Santa Sede.
Lasciando la Croazia per recarsi al centro del Mediterraneo su incarico di Papa Francesco per svolgere il nuovo ruolo di Nunzio Apostolico a Malta e in Libia, l’arcivescovo D’Errico ha ricevuto alcuni segni di riconoscimento e di gratitutudine per l’opera svolta sia dalle Istituzioni nazionali ufficiali e sia da significative rappresentanze della cultura e della vita sociale.
Sul blog, nei post che hanno commentato le ultime fasi del suo lavoro in Croazia, già abbiamo fatto cenno dei alcuni di questi riconoscimenti, come quelli della Presidenza della Repubblica di Croazia, dell’Amministrazione Comunale della Capitale Zagabria e dei media croati.
Registriamo ancora altre due iniziative che hanno voluto riconoscere all’impegno del Nunzio un valore importante e carico di significati anche storici. Si tratta della pubblicazione di due volumi che il mondo giornalistico ha voluto pubblicare per descrivere il ruolo e la figura del Nunzio D’Errico negli anni di Zagabria; e si tratta del prestigioso riconoscimento del titolo di Commendatore ricevuto dalla Presidenza della Repubblica Italiana per tramite dell’Ambasciatore d’Italia a Zagabria.
Accanto a questi riconoscimenti pubblici si possono annoverare moltissimi altri affidati alle parole di stima e di gratitudine di molte persone che hanno seguito l’opera di Mons. D’Errico. A questo proposito citeremo un paio di interventi che sono stati postati sulla pagina social del Nunzio da alcuni suoi amici.

I Volumi: “Mons. D’Errico amico della Croazia” e “Il timpro dell’editore”.
Per la loro presentazione ci affidiamo direttamente alle parole pronunciate dal Nunzio durante il ricevimento alla Nunziatura del 28 Giugno 2017.

Ho pensato pure ad un piccolo ricordo da offrire a voi, al termine della mia missione. E così, grazie alla generosità degli amici di Vecernji List e di Styria, all'uscita vi saranno consegnati due volumi, recentemente pubblicati.
Il primo è una monografia che il giornale ha voluto realizzare circa il mio servizio in Croazia. Ho accettato volentieri questa iniziativa, nella quale ho visto soprattutto l'intenzione di presentare al largo pubblico - e in qualche modo di lasciare ad perpetuam rei memoriam - qualcosa di scritto circa il modesto contributo che anch'io, per grazia di Dio, mi sono trovato a dare in questi anni, per lo sviluppo delle relazioni tra la Santa Sede e la Croazia, nel campo delle relazioni ecumeniche e del dialogo interreligioso, e per il processo di crescita di queste belle Chiese particolari, secondo le direttive di Papa Benedetto XVI prima e del Santo Padre Francesco poi.
Il secondo è una raccolta degli articoli più importanti che il Sig. Jozo Pavkovic, Redattore capo di Vecernji List BiH, ha scritto in questi anni circa la difficile situazione delpolopo vcroato in BiH, soprattutto per mia insistenza, perché - come sapete - la Bosnia-Erzegovina è stata al centro delle mie occupazioni e preoccupazioni in questi ultimi 11 anni. È veramente un bel volume, per il quale ho pure avuto l'onore di scrivere l'introduzione. Lo raccomanderei alla vostra lettura, se non altro per avere un'idea più chiara delle complesse questioni che ancora si dibattono in Bosnia ed Erzegovina.

Il titolo di Commendatore.
Per questo riconoscimente ricevuto il 5 luglio 2017 presso l’Ambasciata d’Italia a Zagabria riportaiamo le parole dell’on. Furio Radin.

Cerimonia molto particolare, quella di stamani nella residenza dell'Ambasciatore d'Italia a Zagabria, Adriano Chiodi Cianfarani, per insignire dell'onorificenza di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica italiana il Nunzio Apostolico in Croazia, arcivescovo Alessandro d'Errico. La particolarità risiede nelle personalità invitate: ambasciatori di Paesi importanti (Stati Uniti, Francia, Spagna, ed altri), parlamentari, manager, una ventina di persone in tutto, rigorosamente italofoni. Anche la storia di questa commenda è interessante: la pratica, iniziata 25 anni fa, quando d'Errico ha lasciato la sua missione in Italia per partire improvvisamente per la Polonia, per una serie di situazioni fortuite non è riuscita a chiudersi nel corso degli spostamenti del diplomatico vaticano nel mondo (Thailandia, Pakistan e Afganistan, Bosnia ed Erzegovina), per realizzarsi soltanto ora, a Zagabria. 


D'Errico ha ringraziato di cuore il Presidente della Repubblica Mattarella, l'ambasciatore Chiodi Cianfarani e la consigliera diplomatica del Presidente, Emanuela D'Alessandro, per l'alta onorificenza. Ha sottolineato di apprezzarla moltissimo, perchè la sua missione è di rappresentare la Santa Sede, ma la sua identità è fortemente Italiana. Alessandro d'Errico, che parte tra poche ore per Malta e la Libia, non ha mancato di chiedermi ancora volta come sta la nostra comunità. Abbastanza bene, gli ho risposto salutandolo affettuosamente, anche tenendo conto del fatto che, dove sta andando lui, i problemi sono sicuramente molto più complessi.

Di seguito incolliamo gli interventi di Jasminka Peric e di Matej Jurisic postati sulla pagina FB del Nunzio.



lunedì 10 luglio 2017

Il saluto del Sindaco di Zagabria ed il nuovo Nunzio in Croazia

L'inizio del mese di Luglio ha rappresentato per l'Arcivescovo D'Errico un momento importante per un bilancio conclusivo del lavoro diplomatico svolto a nome della Santa Sede negli anni della Nunziatura in Croazia. Nell'attesa dell'arrivo di S. E. l'Arcivescovo Giuseppe Pinto nuovo Nunzio Apostolico in Croazia nominato da Papa Francesco il 1° Luglio 2017, Mons. D'Errico è stato ricevuto in visita di congedo a Palazzo Dwerce dal Sindaco di Zagabria Milan Bandic il 8 Luglio 2017. Il comunicato ufficiale dell'incontro è stato pubblicato dal Dipartimento comunale delle Pubbliche Relazioni della Città di Zagabria, ed è stato ripreso dalle angenzie croate, e con un significativo commento da Laudato, che noi proponiamo nella traduzione ad sensum dal croato. Nel comunicato si pone in rilievo l'eccezionale contributo dato da S. E. l'Arcivescovo Alessandro D'Errico alla vita civile ed ecclesiale della Repubblica di Croazia e la consegna della Medaglia della Città di Zagabria.

Eccezionale contributo alìlla Repubblica di Croazia
Zagabria. Il sindaco Milan Bandic ha ricevuto al Palazzo Dwerce in visita di addio il Nunzio Apostolico in Croazia, monsignor Alessandro D'Errico.
Il comunicato è stato emanato dal Dipartimento delle Relazioni Pubbliche della città.
Autore: narod.hr/Laudato/NB Foto: www.zagreb.hr Sabato 8 luglio 2017 alle 13:32
Il Nunzio ha considerato, secondo le parole del comunicato, "più che fruttuosa la collaborazione con il sindaco Bandic e lo ha ringraziato per l'amicizia sincera e per il sostegno a ciò che la Nunziatura Apostolica in tutti questi anni ha realizzato con la collaborazione del Comune".
Un ringraziamento speciale di mons. D'Errico per quanto riguarda il supporto al Corpo Diplomatico che ha presieduto in tutti questi anni, e anche a nome di tutte le comunità religiose che hanno usufruito dell'aiuto del Comune.
Un Grazie speciale al Nunzio Apostolico per la comprensione e la cooperazione, e per tutto il bene che ha fatto per Zagabria e la Croazia, è stato rivolto da Bandic e particolarmente per il costante impegno per il destino dei croati in Bosnia-Erzegovina.
Eccellenza Ella conosce la situazione dei croati in Bosnia-Erzegovina meglio del 98 per cento dei politici in questo paese” ha detto il sindaco Bandic.
A Monsignor D'Errico, decano del corpo diplomatico, ha consegnato la medaglia della Città di Zagabria per il successo nel lavoro e il contributo eccezionale alla Repubblica di Croazia.


La scheda pubblicata dalle agenzie cattoliche del Nuovo Nunzio in Croazia
Papa Francesco ha nominato l'Arcivescovo Giuseppe Pinto, ex nunzio apostolico nelle Filippine, nuovo Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia nuovo Nunzio Apostolico in Croazia
il 1 luglio 2017.
Mons. Giuseppe Pinto è nato il 26 maggio 1952 a Noci (Bari). È stato ordinato sacerdote il 1° aprile 1978 incardinato nella Diocesi di Conversano. Ha conseguito il dottorato in Diritto Canonico. Nel servizio diplomatico della Santa Sede è entrato il 1 ° maggio 1984 ed ha assolto i seguenti imegni di Nunziatura Apostolica: Papua Nuova Guinea, Argentina, e nella Segreteria di Stato della Santa Sede - Dipartimento per i Rapporti con gli Stati. E' stato nominato il 4 dicembre 2001 Nunzio Apostolico in Senegal, Mali, Guinea Bissau e Capo Verde e delegato apostolico in Mauritania. E' stato nominato il 6 dicembre 2007 Nunzio Apostolico in Cile. E' stato nominato il 10 maggio 2011 Nunzio Apostolico nelle Filippine. Oltre alla madre lingua italiana parla francese, inglese e spagnolo. 



mercoledì 28 giugno 2017

L’omaggio di Vecernji List all’opera svolta dal Nunzio Apostolico in Croazia

Sulle colonne di VL del 27 Giugno 2017 Jozo Pavkovic narra, commenta e propone una chiave di lettura complessa circa l’opera svolta dal Nunzio Apostolico in Croazia, e precedentemente in Bonia-Errzegovina, negli anni della sua missione diplomatica e pastorale in rappresentanza della Santa Sede e del Papa. Egli parte dalla descrizione dell’evento del Ricevimento di addio tenutosi nella sede della Nunziatura di Zagabria e sviluppa una argomentazione di carattere etico, politico, diplomatico e religioso, per rappresentare il valore e l’importanza dell’opera di Mons. D’Errico. Un valore ed una importanza che assumono una dimensione storica e di merito tale da spingere il redattore a farsi promotore della proposta della cittadinanza onoraria per il Nunzio Italiano, e della dedicazione al suo nome di una strada e di un monumento.
Questo omaggio si legge in un ampio articolo apparso anche sul portale in rete del giornale e che noi presentiamo nella doppia versione: croata direttamente letta sul portale ed italiana nella traduzione orientata da Alenka Smrkolj follower di Mons. D’Errico su fb.


Nadam se kako će Hrvati znati cijeniti D’Erricove zasluge. On zaslužuje biti naš počasni građanin

Stotine uzvanika večeras će u Zagrebu zahvaliti apostolskom nunciju Alessandru D’Erricu na njegovoj petogodišnjoj službi u Hrvatskoj. Među uzvanicima na Ksaveru bit će i brojno izaslanstvo iz BiH. U toj državi bio je šest godina. Tada je bio zadužen i za Crnu Goru. Ukupno više od jedanaest godina bio je s Hrvatima.

Njegova dva mandata ostat će upamćena po brojnim događajima. Tijekom službe nuncija D’Errica u Hrvatskoj imenovana su petorica biskupa (Hranić, Petanjek, Bogdan, Rogić, Križić), a u BiH četvorica (Vukšić, Semren, Kutleša i Rajić). Postignuti su brojni sporazumi između državnih vlasti, poput onih u RH između Filozofskog fakulteta Družbe Isusove i državnog Sveučilišta u Zagrebu, temeljnih ugovora Svete Stolice s BiH i s Crnom Gorom, Ugovora o osnutku Vojnog ordinarijata u BiH. Pokušavao je unutarcrkvene probleme rješavati dogovorom, kompromisom. U tom smislu zalagao se za rad Mješovitog povjerenstva hrvatskih i srpskih stručnjaka za ponovno zajedničko iščitavanje uloge lika blaženoga Alojzija Stepinca, kao i uspostavu Međunarodnog povjerenstva o Međugorju. U obje države stvorio je prijateljske odnose s civilnim i vjerskim vlastima, a sve u funkciji bolje međuvjerske, međunacionalne, pa čak i međustranačke tolerancije.

Alessandro D’Errico nije obični diplomat. On u svaki posao unosi emociju. Kao takav, stekao je brojne prijatelje. I ponekog oponenta. Stoga će mu rastanak s Hrvatima biti težak, bolan. Posebno je u srcu nosio Hrvate iz BiH. Na jednoj večeri na Žumberku, kada smo razgovarali o aktualnim prilikama u RH, on me suznih očiju pitao: “Dobro, Jozo, mi ćemo ovdje u Hrvatskoj nekako riješiti probleme, ali što će biti s nama u BiH?”. Tada sam shvatio – on nije stranac, on je jedan od nas. Koji se potpuno poistovjetio s patnjama hrvatskoga naroda.
Vjerojatno se nikada neće doznati što je sve dobroga uradio za Hrvate. Osobito u BiH. U ponekad bezizlaznim situacijama, kada se činilo da smo u potpunom mraku, on nije dao vjetru da ugasi svijeću. O nuncijevih 11 godina s Hrvatima mogle bi se pisati knjige i knjige. Mi iz Večernjaka napisali smo dvije. Jednu “In honorem” kada je završio mandat u BiH, a drugu “Prijatelj Hrvatske” koja iz tiska izlazi danas. Večeras će, u njegovu čast, na Ksaveru biti darovana uzvanicima. Zajedno s mojom knjigom “Urednikov pečat” koju sam također napisao na nuncijev poticaj. Eto, i moje kolumne, a potom i knjiga o položaju bh. Hrvata neki su od plodova njegove strategije. Nadam se kako će Hrvati znati cijeniti D’Erricove zasluge. On zaslužuje biti naš počasni građanin. Valjda ćemo ga proglasiti, dati ime ulici po njemu, sjetiti ga se u molitvama... Ako bude nezahvalnih, nuncij će i to razumjeti. Upoznao je hrvatski jal. Siguran sam da će i na svojoj novoj službi na Malti i u Libiji lobirati i moliti se za Hrvate jer nerijetko se čini kako nam samo Bog može pomoći u prevladavanju unutarnjih sukoba ili se, poput onih u BiH, izboriti za ravnopravnost s drugim narodima.

---------

E' in partenza il Nunzio nel cui mandato sono stati nominati nove nuovi vescovi croati

Centinaia di ospiti questa sera a Zagabria ringrazieranno il Nunzio Apostolico Alessandro D'Errico per il suo servizio di cinque anni in Croazia. Tra gli ospiti a Ksaver ci saranno numerose delegazioni dalla Bosnia-Erzegovina dove è stato sei anni. Nel frattempo è stato responsabile anche per il Montenegro. In totale più di undici anni con i croati. I suoi due mandati saranno ricordati per molti eventi. Durante il servizio del Nunzio D'Errico in Croazia sono stati nominati cinque vescovi (Hranić, Petanjek, Bogdan, Rogić e Križić) e in Bosnia-Erzegovina quattro (Vukšić, Semren, Kutleša e Rajić). Numerosi accordi sono stati stipulati tra le autorità nazionali, come quelli in Croazia tra la Facoltà di Filosofia della Compagnia di Gesù e l'Università statale di Zagabria, l’Accordo della Santa Sede con la Bosnia-Erzegovina, con il Montenegro, l’Accordo sulla costituzione dell'Ordinariato militare in Bosnia-Erzegovina. Ha cercato di risolvere i problemi interni nella Chiesa mediante il negoziato ed il compromesso. In questo senso, si è dedicato al lavoro della Commissione mista degli esperti croati e serbi per una rilettura comune sul ruolo della persona di Beato Alojzije Stepinac, nonché all'istituzione della Commissione internazionale per Medjugorje. In entrambi i Paesi ha creato un rapporto di amicizia con le autorità civili e religiose, tutto nella funzione di una migliore tolleranza interreligiosa, tra le nazioni e persino tra i partiti.
Alessandro D'Errico non è un diplomatico comune. Egli porta emozioni in ogni attività. Come tale, ha conquistato molti amici. E qualche avversario. Perciò la sua separazione con i croati sarà difficile, dolorosa. Soprattutto aveva a cuore i croati dalla Bosnia-Erzegovina. Durante una cena in Žumberak, quando abbiamo parlato della situazione attuale in Croazia, tra le lacrime negli occhi mi ha chiesto: "Beh, Jozo, noi qui in Croazia in qualche modo risolveremo i problemi, ma cosa accadrà con noi in Bosnia-Erzegovina?". Poi mi sono reso conto - egli non è uno straniero, lui è uno di noi che si è completamente identificato con la sofferenza del popolo croato.
Probabilmente non si potrà mai scoprire tutto il bene che è stato fatto per i croati. In particolare in Bosnia-Erzegovina. Nelle situazioni a volte disperate, quando sembrava di essere nel buio più totale, lui non ha permesso al vento che spegnesse la candela. Sui circa 11 anni del Nunzio con i croati si potrebbero scrivere i libri e libri. Noi da Večernji list ne abbiamo scritto due. Uno "In onore" quando ha finito il mandato in Bosnia-Erzegovina, ed un altro "Amico della Croazia", che oggi esce dalla stampa. Questa sera, a suo onore, a Ksaver sarà offerto agli ospiti assieme al mio libro "Il sigillo del redattore" che ho scritto anche incoraggiato dal Nunzio. Ecco, le mie colonne, e poi il libro sulla posizione dei croati nella BiH sono alcuni dei frutti della sua strategia. Mi auguro che i croati apprezzano il merito di D'Errico. Egli merita di essere il nostro cittadino onorario. Credo che lo dichiareremo, daremo il nome ad una strada, lo ricorderemo nella preghiera ... Se saranno ingrati, il Nunzio lo capirà. Ha conosciuto l'invidia croata. Sono certo che nel suo nuovo servizio a Malta e in Libia fara' il suo lavoro e pregherà per i croati, perché spesso sembra che solo Dio può aiutarci a superare i conflitti interni o, come quelli in Bosnia-Erzegovina, a lottare per l'uguaglianza con le altre nazioni.
27 giugno 2017
Kolumna Jozo Pavković

Discorso al Ricevimento in Nunziatura al termine della missione in Croazia

Al completamento della sua missione in Croazia, e alla vigilia della sua partenza per la Nunziatura Aspostolica nella Repubblica di Malta e in Libia, la sera di Martedì 27 Giugno 2017 S. E. l’Arcivescovo Alessandro D’Errico ha salutato le varie rappresentanze istituzionali, diplomatiche, religiose e civili, nel Ricevimento organizzato per la Festa del Papa nella sede della Nunziatura di Zagabria.
Al Ricevimento hanno partecipato molte Autorità civili e religiose, tra le altre il Presidente della BiH, con una delegazione di ministri, il Primo Ministro di Croazia, il Misistro degli Affari Esteri, parecchi Ministri ed ex Ministri, due Vice Presidenti del Parlamento, il Rettore dell’Università di Zagabria, il Sindaco di Zagabria, il Cardinale Bozanic, parecchi Vescovi, il Gran Mufti, l’Arcivescovo Metropolita Ortodosso, molti leader religiosi, molti Provinciali di Congregazioni religiose, numerosi Sacerdoti e Suore, diversi rappresentanti del mondo giornalistico, della cultura e della comunicazione.

Il Nunzio Apostolico ha pronunziato il suo discorso in inglese, e lo leggiamo di seguito anche nella traduzione in italiano. Diversi portali ed agenzie hanno seguito l’evento riprroponendo al pubblico croato le parole del Nunzio ed illustrando l’evento con ampi commenti ed eccellenti servizi fotografici. In questo post, al termine della lettura del discorso del Nunzio, sono evidenziate le anteprime delle foto realizzate da Laudato e di quelle postate su pixell.hr

ADDRESS OF THE APOSTOLIC NUNCIO DURING THE RECEPTION ON THE OCCASION OF THE FEAST DAY OF THE HOLY SEE AND THE COMPLETION OF HIS DIPLOMATIC MISSION IN CROATIA
(Zagreb, 27 June 2017)
Mr. Speaker of the Parliament,
Mr. Prime Minister,
Mr. Croat Member of the Presidency of Bosnia and Herzegovina,
Madam Deputy Prime Minister and Minister of Foreign Affairs,
Distinguished Ministers,
Mr. Deputy Speaker of the Parliament,
Mr. Representative of the President of the Republic,
Dear Ambassadors and Members of the Diplomatic Corps,
Your Eminence, dear Archbishop of Zagreb,
Your Excellencies, dear Bishops,
Distinguished Representatives of religious Communities,
Honorable Members of the Parliament,
Mr. Mayor of Zagreb,
Ladies and gentlemen,
First of all, I would like to thank you all for your thoughtful presence at this reception, which gives us the occasion to celebrate together the Feast Day of the Holy See and, at the same time, gives me the opportunity to bid my personal farewell, at the completion of my diplomatic mission in Croatia.
1. Let me say that already before my arrival in Croatia five years ago, and especially when I was Apostolic Nuncio in Bosnia and Herzegovina and Montenegro, I had heard many times that relations between the Holy See and Croatia were uniquely characterized by century-long bonds of shared concern and interest, which became even stronger in the years after 1992, after the declaration and acknowledgement of independence.
This evening, as I am about to depart from Zagreb for the new assignment in Malta and Libya, entrusted to me by the Holy Father Pope Francis, I would like to say that I am happy to have personally experienced all that in these years of intense service.
2. Furthermore, I would say that God’s providence had positioned me to arrive in Zagreb at a period of particular importance for the history of this Nation. I am thinking, in the first place, of the extraordinary occurrence of July 1, 2013, when Croatia successfully crowned the long process of European integration, and also of the solemn celebrations this past January for the twenty-fifth anniversary of the recognition of its independence, as well as of all that has been done in recent years for the strengthening of democratic institutions.
Additionally, at a more ecclesial level, there were equally important events: five episcopal appointments, the Agreement between the Faculty of Philosophy of Jesuits and the State University of Zagreb, the work of the Joint Commission of Croatian and Serbian Experts for a common reading of the activities of Blessed Al. Stepinac.
Moreover, glancing back at these past years, I personally find that, aside from these major events, there have also been other accomplishments, certainly more discrete, but nevertheless of great importance for the diplomatic mission entrusted to me by the Holy Father. I think, in particular, of the contacts we have established with many civil and religious authorities in order to help promoting a culture of dialogue, religious tolerance and good ecumenical and interreligious relations. In my view, if we really care about social, civil and religious progress of young democracies, then this dimension was, and remains, a priority.
3. Now, when I am departing from Croatia, allow me to express my sincere gratitude to all of you. At first, to the civil authorities, for the exquisite courtesy they have always had for me and the Holy See. A very special thanks to the Collaborators of the Apostolic Nunciature, those past and present; to the Colleagues of the Diplomatic Corps; to the Cardinal Archbishop of Zagreb; to the President of the Croatian Bishops’ Conference and to the Bishops, to the President of the Croatian Religious Conference, to the men and women religious; to the clergy and lay faithful; to the representatives of the various religious Communities. To all of you, I wish to extend my most profound ‘thank you’ for the fraternal friendship you have offered me, the goodness and understanding you have shown, the support and the spiritual closeness with which you have accompanied me, and the good example you have given me especially in very delicate circumstances.
4. Last but not least, at the close of my mission, I would like to leave you with a little souvenir. So, thanks to the generosity of Večernji List and Styria, at the exit there will be distributed two recently published volumes.
The first is a monograph that this newspaper wanted to pen about my service in Croatia. With pleasure I accepted this initiative, in which I have seen above all the intention to present to the general public something written about the modest contribution which I too, by the grace of God, was able to offer in these years - according to the directives of Pope Benedict XVI before, and now of Pope Francis - to the development of relations between the Holy See and Croatia, in the field of ecumenical relations and interreligious dialogue, and for the process of growth of these beautiful local Churches,.
The second volume presents a collection of the most important articles that Mr. Jozo Pavković, Editor-in-Chief of Večernji List BiH, wrote in recent years about the difficult situation of the Croatian people in BiH. That he did in part due to my insistence, because - as you know - Bosnia and Herzegovina has been at the center of my efforts and concerns over the past 11 years. It’s a very interesting work, for which I also had the honor to write the introduction. I would highly recommend it to you, in order, at the very least, to have a clearer idea of ​​the complex issues that are still being discussed in Bosnia and Herzegovina.
5. Again thank you all. I am leaving with wonderful memories of these years. I wish each of you all the best in your future activities. I am confident that we will have the opportunity to meet again and to continue to develop our friendship in the future. Thank you, thank you very much.
-------
PAROLE DEL NUNZIO APOSTOLICO
AL RICEVIMENTO PER LA LA FESTA DEL PAPA
E AL TERMINE DELLA SUA MISSIONE IN CROAZIA
(Zagabria 27 giugno 2017)

Vorrei anzitutto dire un grande grazie a tutti e ciascuno di voi per la vostra partecipazione a questo Ricevimento , quando possiamo celebrare insieme la Festa Nazionale della Santa Sede e al tempo stesso io ho l'opportunità di bid farewell from you , al termine della mia missione in Croazia .


1. Già prima del mio arrivo in Croazia 5 anni fa, e in particolare quando ero Nunzio Apostolico in Bosnia ed Erzegovina e Montenegro, molte volte avevo sentito che le relazioni tra la Santa Sede e la Croazia sono contrassegnate da vincoli plurisecolari di speciale attenzione e interesse, che si sono ancor più rafforzati  negli anni successivi al 1992, dopo la proclamazione  e il riconoscimento dell'indipendenza.  

Questa sera, mentre mi appresto a lasciare Zagabria per la nuova missione  in Malta  e in Libia che il Santo Padre Francesco ha voluto affidarmi,  vorrei dire che ho  potuto constatato con gioia tutto ciò in questi anni di intenso servizio.  

Anzitutto ho potuto ancora meglio approfondire i legami stretti e cordiali che hanno contraddistinto per secoli le relazioni tra la Santa Sede e il popolo croato lungo i secoli. Poi e stato facile costatare che gli ultimi 25 anni sono quelli in cui  ancora più  chiaramente si sono manifestate e  rafforzate queste relazioni. Segno tangibile degli eccellenti rapporti che intercorrono tra la Croazia e la Santa Sede, sono i quattro Accordi firmati e ratificati tra 19 dicembre 1996 e il 14 dicembre 1998, le frequenti visite delle più alte autorità croate in Vaticano e di parecchi Cardinali di Curia in Croazia. 

2. Vorrei aggiungere che la Provvidenza di Dio ha disposto che arrivassi a Zagabria in un momento di particolare importanza per la Croazia. Il pensiero va soprattutto al 1° luglio 2013, allorché la Croazia coronò con successo il lungo cammino dell'integrazione europea; alle solenni celebrazioni  del mese di gennaio di quest'anno per il venticinquesimo anniversario del riconoscimento dell'indipendenza;  e al molto che stato fatto in questi anni per il rafforzamento delle istituzioni democratiche. 

Così pure, ad un livello più specificamente ecclesiale, ci sono stati eventi altrettanto importanti: 5 nomine vescovili, l'Intesa tra la Facoltà di Filosofia dei Gesuiti e l'Università Statale di Zagabria, i lavori della Commissione mista di esperti croati e serbi per una rilettura in comune della figura del Beato Al. Stepinac.

Inoltre, guardando indietro con sguardo d'insieme, personalmente trovo che, accanto a questi avvenimenti maggiori, ce ne sono stati altri meno eclatanti, più discreti, ma di primaria rilevanza per la missione che il Santo Padre mi aveva affidato. Penso in particolare ai contatti che abbiamo stabilito con tante autorità civili e religiose al fine di contribuire a promuovere una cultura del dialogo e di armonia sociale, e buone relazioni ecumeniche e interreligiose. A mio avviso, questa era e resta una priorità se si ha veramente a cuore la pace in queste terre e lo sviluppo di questi popoli. 

3. Ora, mentre mi preparo a lasciare la Croazia, consentitemi anche di esprimere viva gratitudine a tutti voi. In primo luogo alle Autorità civili, per la squisita attenzione che hanno sempre avuto per me e la Santa Sede. Un ringraziamento particolare esprimo ai Collaboratori della Nunziatura Apostolica di oggi e di ieri;  ai Colleghi del Corpo Diplomatico; al Cardinale Arcivescovo di Zagabria; al Presidente della Conferenza Episcopale e ai Confratelli Vescovi; al Presidente della Conferenza Religiosa Croata; ai Religiosi e alle religiose, ai Sacerdoti e ai fedeli laici;  ai Rappresentanti delle diverse confessioni religiose.  A tutti mi è caro dire un grande grazie per l'amicizia fraterna che mi avete offerto, la comprensione che ho trovato, il sostegno e la vicinanza spirituale con cui mi avete accompagnato, il buon esempio che mi avete dato anche in circostanze talvolta delicate. 

4. Ho pensato pure ad un piccolo ricordo da offrire a voi, al termine della mia missione. E così, grazie alla generosità degli amici Vecernji  List e di Styria, all'uscita vi saranno consegnati due volumi, recentemente pubblicati. 

Il primo è una monografia che il giornale ha voluto realizzare circa il mio servizio in Croazia. Ho accettato volentieri questa iniziativa, nella quale ho visto soprattutto l'intenzione di presentare al largo pubblico - e in qualche modo di lasciare ad perpetuam rei memoriam  -  qualcosa di scritto circa il modesto contributo che anch'io, per grazia di Dio, mi sono trovato a dare in questi anni, per lo sviluppo delle relazioni tra la Santa Sede e la Croazia, nel campo delle relazioni ecumeniche e del dialogo interreligioso, e per il processo di crescita di queste belle Chiese particolari, secondo le direttive di Papa Benedetto XVI prima e del Santo Padre Francesco poi. 

Il secondo è una raccolta degli articoli più importanti che il Sig.  Jozo Pavkovic, Redattore capo di Vecernji List BiH, ha scritto in questi anni circa la difficile situazione delpolopo vcroato in BiH,  soprattutto per mia insistenza,   perché  -  come sapete - la Bosnia-Erzegovina è stata al centro delle mie occupazioni e preoccupazioni in questi ultimi 11 anni.  È veramente un bel volume,  per il quale ho pure avuto l'onore di scrivere l'introduzione. Lo raccomanderei alla vostra lettura, se non altro per avere un'idea più chiara delle complesse questioni che ancora si dibattono in Bosnia ed Erzegovina. 

5. Di nuovo grazie a tutti.  Parto con un gran bel ricordo di questi anni. Auguro ogni desiderato bene a ciascuno di voi per le vostre attività.  Sono fiducioso che potremo ancora incontrarci e sviluppare la nostra amicizia in futuro. Grazie 



martedì 27 giugno 2017

Il saluto del Nunzio Apostolico sui media croati

Subito dopo la celebrazione della Santa Messa di ringraziamento per il servizio svolto in Croazia, le parole del saluto di congedo rivolto dall’Arcivescovo Alessandro D’Errico nella cattedrale di Zagabria ai Vescovi, alle Autorità, e all’Assemblea ecclesiale, sono state pubblicate e diffuse dalla maggior parte media croati di orientamento religioso e laico.
A meno di 24 ore sulla rete è stato possibile visionare le fasi salienti della celebrazione, attraverso le ampie gallerie fotografiche, e leggere il testo dell’intero ed importante discorso tenuto dal Nunzio Apostolico.
Proponiamo per il blog una carrellata dei titoli dei portali che hanno pubblicato, quasi in tempo reale, i loro commenti subito dopo la celbrazione della sera di Lunedì 26 Giugno 2017.
Iniziamo con la traduzione ad sensum delle notizie data da Radio Vaticano in croato.

Il Presidente della Repubblica Kolinda Grabar-Kitarovic  ha ricevuto il 21 giugno in visita di congedo il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, con il quale ha passato in rassegna gli eventi chiave nei tradizionalmente buoni rapporti tra la Croazia e la Santa Sede nei suoi quasi cinque anni di servizio nel nostro paese. Il presidente in particolare ha ricordato il suo incontro con il Santo Padre e ha ricordato l’invito aperto a Papa Francesco a visitare la Croazia. In questa occasione, il Presidente della Repubblica ha insignito il nunzio apostolico dell'Ordine del principe Trpimir con collana e Danica per il suo eccezionale contributo allo sviluppo di buone relazioni tra la Croazia e la Santa Sede – Comunicato dall'Ufficio del Presidente.



In occasione del Giorno del Papa e del congedo del nunzio apostolico, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico al termine del suo servizio nella Repubblica di Croazia, nella Cattedrale di Zagabria xi è celebeata la Santa Messa di ringraziamento. In questa occasione, ricordiamo gli eventi ecclesiali più importanti durante il servizio di Arcivescovo D'Errico in Croazia: cinque ordinazioni episcopali, l’accordo tra la Facoltà di Filosofia della Compagnia di Gesù e l'Università di Stato di Zagabria, la riunione di lavoro degli esperti della Commissione mista croata e serba per una lettura comune del ruolo del Beato Alojzije Stepinac, la visita di alti funzionari croati in Vaticano e la visita di diversi cardinali della Curia romana in Croazia. Nell’andare a un nuovo servizio nella Repubblica di Malta e in Libia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, ha detto: "Per favore pregate per me per l'intercessione del Beato Alojzije Stepinac, che era il protettore del mio servizio in Croazia, una speranza viva presto sarà numerata con la congregazione dei santi. Vi chiedo inoltre di pregare spesso per me lo Spirito Santo, perché Egli è il protettore celeste del mio ministero episcopale. Come sapete, il mio motto episcopale è "Veni Sancte Spiritus". Vi prego di dire spesso questa invocazione-preghiera con me. Si tratta di una breve preghiera, facile da ricordare. Sono sicuro che darà abbondantemente frutti buoni. Non solo per me, ma per voi, per la Croazia, per la Repubblica di Malta e la Libia".


Vecernji List, tra i principali media croati, dedica alla celebrazione in Cattedrale un breve commento al discorso del Nunzio Apostolico che riporta interamente in croato, e una galleria di 19 fotografie che ritraggono l’Arcivescovo Alessandro D’Errico al centro dei momenti e degli incontri salenti. In particolare VL dedica al Nunzio anche un lungo commento leggibile in croato sulla piattaforma di Press Reader (vedi questo link).

La comunicazione di VL trova anche una ulteriore estensione nella versione Vecernij.ba di Bosnia-Erzegovina.




Notevole è anche il servizio dedicato al Nunzio Apostolico dall’agenzia cattolica di BiH, la KTA sempre vicina alla sua missione dai tempi della Nunziatura a Serajevo, la quale fa seguire al discorso dell’Arcivescovo D’Errico la documentazione fotografica composta con una galleria di una cinquantina di scatti.

Un importante approfondimento della celebrazione di Lunedì 26 giugno 2017 in Cattedrale a Zagabria viene proposto, dopo il servizio in tempo reale della serata precedente, dal portale Laudato, pure vicinissimo alla missione dell’Arcivescovo D’Errico. 


Su Laudato del mattino del 27 Giugno si può leggere sia una estesione del commento della sera precedente, e sia l’indirizzo di saluto rivolto dal Cardinale Bozanic al Nunzio Apostolico in partenza per la nuova missione nella Repubblica di Malta e in Libia. 


Il Cardinale coglie l’occasione per presentare i principali tratti storici della Nunziatura di Zagabria e del suo imporatnte ruolo svolto in rappresentanza della Santa Sede, sia nella Chiesa e sia nella Nazione Croata.




Un lungo commento con brani e stralci del saluto del Cardinale Bozanic e del discorso del Nunzio Apostolico sono riportati anche su IKA della tarda sera del 26 Giugno 2017.